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12/07/2018 - Corriere della Sera
Anche le Ferrovie nel risiko nomine Così si riapre la sfida per guidare Cdp

Fico e il conflitto di interessi: nei media alte concentrazioni, tema non più rinviabile
ROMA Negoziato politico alle ultime battute, ma ancora del tutto aperto, sul primo pacchetto di nomine del nuovo governo. Venerdì il ministero dell' Economia presenterà all' assemblea della Cassa depositi e prestiti una lista «unitaria», che ricomprenderà anche i tre membri candidati dalle Fondazioni, azioniste di minoranza. Ma non è detto che sia Maurizio Sala, oggi in Intesa San Paolo, il candidato del governo per la guida operativa della Cassa, sostenuto dalla Lega, come sembrava scontato fino a ieri. E mentre anche in Parlamento è stallo sulle designazioni dei vertici delle Commissioni di garanzia, il presidente della Camera, Roberto Fico, rilancia la necessità di una normativa sul conflitto di interesse. La partita delle nomine alla guida delle società pubbliche, stando alle indiscrezioni, si sarebbe riaperta, con il partito di Matteo Salvini che ora punta decisamente sulle Ferrovie dello Stato, dove l' incarico dell' amministratore delegato, Renato Mazzoncini, è in bilico. Dopo l' avviso di garanzia ricevuto, quest' ultimo, per statuto, deve essere confermato nell' incarico dall' assemblea. Ma per quel ruolo la Lega ha iniziato a spingere Giuseppe Bonomi, ex amministratore della Sea, la società degli aeroporti milanesi. Mollando la presa sul vertice della Cdp, che torna in discussione. Una delle poche certezze è che Massimo Tononi, indicato dalle Fondazioni, sarà il presidente. Tra i nomi segnalati dai consulenti del Tesoro per il ruolo di amministratore delegato ci sarebbero anche quelli di Dario Scannapieco, Stefano Scalera, Massimo Sarmi, oltre a Sala e a Francesco Palermo, attuale direttore generale, papabile per una promozione (e considerato il più vicino al M5S tra i candidati). Matteo Salvini ha escluso che si sia parlato di nomine nel suo incontro con il premier Giuseppe Conte, ma ha fatto capire che l' accordo non c' è ancora. A chi gli chiedeva se il governo avesse idee chiare sulle nomine, ha replicato con un sibillino: «Noi sì...». Oltre a Cdp e a Fs, nel pacchetto in discussione c' è anche la poltrona del direttore generale del Tesoro, la più importante. Anche qui la situazione è tornata fluida, con le quotazioni di Alessandro Rivera, attuale dirigente del Mef, in calo. La nomina del dg deve in ogni caso passare dal Consiglio dei ministri, quindi ci vorrà qualche giorno, visto che oggi e venerdì il ministro dell' Economia, Giovanni Tria, sarà a Bruxelles. Ieri, intanto, il presidente della Camera Roberto Fico, M5S, è tornato a sollecitare un dibattito sul conflitto di interessi. «Le soglie di concentrazione nel sistema dei media - ha detto - dovrebbero spingere a un ragionamento, non più rinviabile, su questa disciplina».

Mario Sensini