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28/05/2020 - Il Secolo XIX
'Nel 2020 più investimenti Ma adesso bisogna tagliare i tempi delle autorizzazioniª

MASSIMILIANO BIANCO Lad di Iren porta il piano annuale a 650 milioni 'Le utility metteranno in campo 50 miliardi nei prossimi cinque anniª
Gilda Ferrari / GENOVA Siamo un pezzo importante del sistema, eroghiamo servizi la cui qualità dipende dall' efficienza infrastrutturale. Ma occorre snellire le procedure autorizzative, permetterci di esprimere il nostro potenziale». Massimiliano Bianco, ad di Iren - gruppo che fattura 4,2 miliardi e impiega 8.000 addetti in Italia di cui 1.040 a Genova e 720 alla Spezia - Ë convinto che il mondo delle utility possa dare un contributo al rilancio del Paese. Quanto potrebbero mettere in campo le utility italiane, in termini di investimenti? 'Cinquanta miliardi in cinque anni, di cui 30 miliardi nell' idrico e 12 miliardi in rinnovabili ed efficienza energetica. Iren da sola Ë in grado di mettere in campo 3,3 miliardi nel piano al 2024, di cui 1,4 miliardi nelle reti, 2 miliardi per interventi sostenibili e 350 milioni in digitalizzazione. Oggi occorrerebbe puntare sulla capacità di investimento di queste aziende, sono un pezzo importante del sistema, erogano servi Massimiliano Bianco, ad Iren zi la cui qualità dipende dall' efficienza infrastrutturale, operano in settori che si autofinanziano perché i servizi offerti ripagano gli investimenti. Inoltre hanno un rapporto stretto con il territorio, sono società pubblico -private che, non realizzando direttamente gli interventi, impattano lungo le filiere, dall' edilizia alla tecnologia». Quali problemi riscontra? 'Mediamente, oggi, il processo autorizzativo dura più tempo della realizzazione materiale dell' intervento. Le procedure sono farraginose, devono essere semplificate, occorrono vincoli temporali più stringenti. Non si tratta di eliminare la partecipazione dei soggetti istituzionali, ma di imporre loro dei tempi, a decadenza dei quali do vrebbe vigere la regola del silenzio assenso». L' errore del governo rispetto alla gestione della crisi? 'Le misure per la liquidità alle imprese, che adesso si tenta parzialmente di correggere. Si Ë avuta la sensazione che le misure fossero più a supporto delle banche che non delle imprese. Offrire garanzia di Stato anche sui debiti pregressi non porta nuova liquidità. Noi abbiamo conferma presso i nostri fornitori, alcuni dei quali sono in forte difficoltà». Torniamo alle utility: da dove arrivano le maggiori opportunità di sviluppo? 'Dalla transizione energetica e dalla transizione ambientale verso l' economia circolare. Nella transizione energetica, che Ë in fase avanzata, si tratta di trovare un equilibrio tra fonti rinnovabili e generazione a gas. Il settore dell' efficienza energetica Ë atteso in forte crescita, basti pensare al bisogno di riqualificazione degli immobili pubblici. La transizione ambientale offre opportunità significative: gli impianti di trattamento e recupero sono una enorme necessità del sistema, altrettanto il servizio idrico integrato». Iren gestisce 1.300 impianti di depurazione delle ac que, piccoli inclusi, di cui 298 in provincia di Genova. 'La tendenza Ë di andare su impianti medio grandi: hanno performance ed economicità migliori. In Liguria siamo impegnati su Genova, Rapallo. Si fanno investimenti perché la normativa diventa più stringente in termini di livello qualitativo di restituzione delle acque all' ambiente, servono impianti più performanti». Avete acquisito I.Blu. Guardate ad altro? 'I.Blu lavora su plastiche di raccolta urbana e ha sviluppato un brevetto per realizzare un granulo da utilizzare in particolari processi produttivi. Ci sono tante realtà giovani che stanno crescendo, anche nella carta e nel legno. Guardiamo per capire, ma sono allungamenti nelle filiere di recupero che non devono stravolgere il modello di business». Il dossier A2A? 'Non esiste e non Ë mai esistito. Operazioni di questo tipo spettano agli azionisti». Il vostro settore Ë ancora troppo frammentato? 'Sì, questo non aiuta perché c' Ë una chiara correlazione tra dimensione e qualità. La crisi può essere un' opportunità per tutti: un consolidamento del settore potrebbe sopperire alle esigenze delle aziende più piccole». Impatto Covid su Iren? 'Stimiamo per il Covid, combinato alla stagione climatica calda e ai prezzi bassi dell' energia, 30 milioni in meno sull' Ebitda rispetto al 2019, a cui si aggiunge un appesantimento sul circolante da 80 milioni e perdite su crediti per 25 milioni. Supereremo questa fase, perciò il target resta immutato e gli investimenti di quest' anno saranno pari a 650 milioni anziché i 600 programmati».