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in collaborazione con P. Review

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14/06/2018 - Il Sole 24 Ore
Duro colpo per i grillini, Salvini minimizza

l' impatto sui partiti e sull' as roma
Luigi Di Maio mette in pista i probiviri del M5s e al grido di «chi sbaglia paga» tenta di arginare i danni collaterali provocati dall' inchiesta sullo Stadio della Roma. Ma l' arresto (ai domiciliari) di Luca Lanzalone, attuale presidente di Acea, uomo vicinissimo a Beppe Grillo, e l' iscrizione tra gli indagati dell' attuale capogruppo nella Capitale Paolo Ferrara (autosospesosi dal partito), oltre ad altri esponenti pentastellati coinvolti nell' inchiesta, rischia di travolgere la credibilità del Movimento e di minare pesantemente la giunta guidata da Virginia Raggi. Alle prese anche con il probabile stop al progetto Stadio. «Vorrà dire che mi verrete a trovare a Boston», ha anticipato il patron dell' As RomaJames Pallotta. Chi invece non sembra preoccupato (apparentemente ) è Matteo Salvini. Il leader della Lega però deve fare i conti non solo con l' inchiesta romana e la presunta elargizione di denaro a favore del Carroccio da parte dell' imprenditore arrestato ieri Luca Parnasi («una persona perbene che spero possa provare la sua innocenza» ). Ma anche con un' altra inchiesta, a Genova, dove i Pm hanno avanzato la rogatoria internazionale su 3 milioni di euro transitati in Lussemburgo e rientrati poi in Italia presso una banca di Bolzano. «Leggiamo con stupore di fantomatoci fondi della Lega in Lussemburgo. È una caccia al denaro che non c' è», replica Giulio Centemero, deputato vicinissimo a Salvini e amministratore della Lega. Restano i silenziosi (o quasi) Pd e Fi, rimasti coinvolti nell' inchiesta stadio in cui sono finiti ai domiciliari l' ex assessore dem alla Regione Michele Civita e l' attuale vicepresidente del consiglio regionale, il forzista Adriano Palozzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Barbara Fiammeri