AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
23/05/2020 - Il Resto del Carlino (ed. Bologna)
Sindaci contro Hera: «Non aiuta i Comuni»

Lettera di Atersir alla Regione sulla gestione dei rifiuti durante l' emergenza: «Non si può più concedere autonomia decisionale»
di Matteo Radogna Sindaci di quasi tutta la provincia in rivolta contro Hera per la gestione della chiusura di alcuni servizi durante l' emergenza Coronavirus. Soprattutto i primi cittadini, attraverso una lettera firmata dal portavoce e coordinatore di Atersir Michele Giovannini, lamentano il fatto che la multiutility abbia effettuato delle scelte senza consultare le amministrazioni comunali. Il documento - controfirmato dalla sindaca di Argelato e rappresentante dei comuni per Atersir Claudio Muzic e dalla referente Anci e sindaco di Monte San Pietro Monica Cinti - punta l' indice sulla chiusura, a partire da metà marzo, di tutti i centri raccolta per i cittadini (lasciandone aperti alcuni per le attività produttive) e polemizza per l' interruzione del ritiro dei rifiuti ingombranti. Giovannini critica la gestione dell' emergenza a Medicina, dove Hera non avrebbe risposto alla richiesta del sindaco Matteo Montanari di raccogliere i rifiuti dei cittadini in quarantena. Non solo, con la riapertura del 4 maggio, i primi cittadini, alla luce delle file chilometriche davanti ai centri raccolta, si sono visti rifiutare la richiesta da parte della multiutility di ampliare gli orari. Giovannini chiede alla Regione di intervenire. «Non bisogna più 'concedere' ai gestori, o quantomeno ad Hera, autonomia decisionale su questioni riguardanti i servizi regolati che i gestori svolgono per conto dei Comuni», è l' affondo. I sindaci rilevano il diverso atteggiamento di altri gestori in Emilia Romagna: Iren, che copre i territori dalle parti di Reggio Emilia, e Geovest, che segue invece alcuni Comuni della nostra provincia, non hanno mai sospeso i servizi dei centro raccolta. Il caso Medicina per Giovannini è emblematico: «Il Comune, in maggiore difficoltà rispetto agli altri, aveva richiesto al gestore di poter intervenire per raccogliere i rifiuti di chi, trovandosi in isolamento-quarantena, non poteva uscire di casa per portarli al cassonetto. La risposta del gestore è stata subito negativa ed è rimasta tale anche dopo l' ordinanza regionale. Solo in seguito un lungo lavoro di convincimento effettuato da Atersir la multiutility ha organizzato il servizio richiesto, avviato però ad aprile inoltrato. Nel frattempo il Comune ha dovuto fare da solo organizzando tale servizio con proprio personale». Giovannini lancia un chiaro messaggio: «I componenti del cda di Hera si adoperino affinché i rapporti coi Comuni possano essere leali. I Comuni sono contemporaneamente i proprietari di Hera ed i detentori del servizio, a loro è affidata la responsabilità, da parte dei cittadini, di farlo funzionare». © RIPRODUZIONE RISERVATA.