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08/11/2019 - Il Giornale Di Vicenza
Aim, l' intesa a tre porta investimenti fino a due miliardi

LA MULTIUTILITY. Illustrata la relazione dell' advisor alla maggioranza
L' aggregazione con Agsm e l' aggiunta di un partner permetterebbe di colmare i gap di 6 diversi business Il controllo della nuova società resterebbe pubblico
Ci sono le polemiche, ci sono le prese di posizione e poi ci sono i numeri. Che di solito non mentono. Ecco, quelli illustrati ieri sera dall' advisor Roland Berger ai consiglieri di maggioranza sono abbastanza inequivocabili da chiudere (forse) una discussione quasi infinita. Raccontano di un' aggregazione, quella tra Aim e Agsm, che da sola non basta. Il matrimonio va fatto, ma quello "a tre" (con l' ingresso di un partner in grado di conferire asset) appare lo scenario migliore, in quanto capace di generare in 5 anni un differenziale di valore 10 volte superiore rispetto alla semplice unione tra Aim e Agsm. Tre i dati che fanno la differenza nell' analisi comparativa formulata dall' advisor. In primis l' Ebitda, margine operativo lordo, che a regime (circa 2024) passerebbe da 169 a 243 milioni. A seguire gli investimenti massimi "teorici": da 520 milioni di Aim-Agsm ai 2 miliardi del polo a tre. E, a seguire, la dinamica occupazionale, che da stabile, salvo 20 o 30 innesti, porterebbe a un incremento di oltre 500 unità. La differenza è sintetizzata in una frase: «Con Verona ci si può difendere sul mercato, con Verona e un partner si può pensare ad aggredire quello stesso mercato». Opportunità e rischi. Prima di illustrare i numeri, Roland Berger ha analizzato i tre singoli scenari (Aim da sola, Aim con Agsm e Aim con Agsm e un partner) scrivendo da una parte i possibili vantaggi e dall' altra gli svantaggi di ciascuna delle strade che l' azienda di San Biagio potrebbe percorrere. Nel primo caso la grande opportunità sarebbe quella di governare da sola e decidere in autonomia; ma uno dei grossi rischi sarebbe quello di indebolirsi a lungo andare, vedendosi togliere fette di mercato. La strada migliore a quel punto sarebbe quella di aggregarsi con Agsm: ci sarebbero dimensioni più ampie, maggiori capacità finanziarie e più investimenti. Allo stesso tempo, però, si creerebbe una realtà non abbastanza grossa da cancellare qualsiasi rischio di essere aggredita. Senza dimenticare che andrebbe ricercato un accordo sulla governance. Ecco perché la strada migliore, secondo quanto indicato dall' advisor, sarebbe quella del terzo scenario: aggregarsi con Aim e trovare un partner che conferisca gli asset in una nuova società. In questo caso se il rischio è l' apertura del capitale a un terzo soggetto con il quale condividere la governance, le opportunità sono nettamente superiori, come dimostrano i numeri. La parola chiave, appunto, è "asset". L' individuazione di un partner permetterebbe ad Aim e Agsm di colmare i gap del matrimonio a due. In particolare di sei business individuati da Roland Berger: fonti energetiche rinnovabili, chiusura del ciclo dei rifiuti, incremento dei contatori (circa 200 mila) di gas ed energia gestiti, incremento dei numeri dei clienti (140 mila) di gas ed energia rafforzando la presenza a Verona, Vicenza e Triveneto. Solo i primi due settori porterebbero a un aumento di oltre 30 milioni di valore. Secondo le stime, grazie all' acquisizione di questi asset si riuscirebbe progressivamente ad aumentare il margine operativo lordo (Ebitda) di oltre 60 milioni. Fin qui i numeri. Ma la domanda sorge spontanea. Come fare per acquisire gli asset? Non tramite denaro, ma con la cessione di capitale. L' operazione si basa sulla creazione di una nuova società che, mantenendo il controllo pubblico come condizione base (70 per cento suddiviso alla pari tra Aim e Agsm), ceda il 30 per cento delle quote rimanenti (pari al valore degli asset) al partner che apporterà i sei business mancanti. Questa soluzione, ha spiegato l' advisor, consentirebbe di creare una nuova entità capace di diventare la vera multiutility del Veneto, trasformandosi in un soggetto aggregante per altre realtà. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

NICOLA NEGRIN