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14/06/2018 - Corriere della Sera
Stadio della Roma, 9 arresti per corruzione L' inchiesta tocca anche i Cinque Stelle

C' è il presidente di Acea. Indagato il capogruppo in Comune
ROMA «Io spenderò qualche soldo sulle elezioni» anticipava ai suoi collaboratori il costruttore Luca Parnasi, impegnato nella costruzione del nuovo (dibattuto) stadio della Roma, prima di finire in carcere con l' accusa di associazione finalizzata alla corruzione. Con lui, ieri, sono stati arrestati i suoi principali collaboratori che, secondo l' aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Barbara Zuin avrebbero comprato uomini della nuova amministrazione pentastellata, favorito funzionari comunali e, in generale, finanziato in via preventiva (illecitamente ma anche in chiaro) la politica romana e quella nazionale. Forse per la prima volta, secondo gli investigatori, un imprenditore si dedica «alla realizzazione di un programma criminoso» per «perseguire le finalità d' impresa». Nel ruolo di consulente di fatto della giunta Raggi, spicca il ruolo di Luca Lanzalone, il «signor Wolf» mandato a Roma da Grillo e Casaleggio per risolvere il dossier stadio dopo che l' indirizzo politico è mutato dal fermo «no» a un «sì, però». È lui che in cambio di consulenze mascherate per circa 100mila euro, una casa e uno studio nella capitale, avrebbe dato vita a un «sodalizio criminale» con Parnasi, in cui interessi pubblici e privati si fondono sempre a favore dei secondi «in funzione - scrive il gip Tomaselli - degli ampi poteri e dell' ampia fiducia di cui Lanzalone gode in Campidoglio». Tanto che verrà nominato ai vertici di Acea, municipalizzata dell' energia. Fra le nove ordinanze eseguite dai carabinieri del nucleo investigativo, guidato dal colonnello Lorenzo D' Aloia, anche tre arresti domiciliari. Oltre a Lanzalone, l' ex assessore della giunta Zingaretti (Pd) Michele Civita, che in cambio di informazioni e una militante partecipazione pro-Parnasi alla conferenza pubblica dei servizi otteneva la promessa di assunzione del figlio in una società collegata al costruttore. E Adriano Palozzi, attivissimo vicepresidente del consiglio Regionale (Forza Italia), ripagato con 25mila euro. Gli indagati, per reati che vanno dalla corruzione al traffico illecito d' influenze e alla fatturazione per operazioni inesistenti, sono complessivamente sedici. Fra gli altri, Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Comune (vicino a Marcello De Vito, presidente dell' assemblea capitolina). Il suo braccio destro, l' assessore di Ostia, Giampaolo Gola. Mauro Vaglio, avvocato militante grillino. E poi Davide Bordoni, già assessore di Gianni Alemanno e ora consigliere comunale, che con Parnasi dibatteva l' eventualità di un abboccamento con il clan Spada. In un «crescendo rossiniano» di condotte che dall' inopportuno raggiungono l' illecito, secondo la gip si sarebbe realizzato «un modello di corruzione sistemica caratterizzata da un' opzione criminale insensibile ai mutamenti politici e istituzionali». In nessun modo è coinvolta la Roma. Ma nonostante le rassicurazioni di Virginia Raggi e del presidente James Pallotta, la nuova casa giallorossa sembra di nuovo un miraggio.

Fulvio Fiano Ilaria Sacchettoni