AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
15/05/2019 - Quotidiano di Puglia (ed. Brindisi)
Addio all' uso per finalità retroportuali «Ancora una volta il sindaco ha fallito»

IL DIBATTITO Cavalera ricorda che l' assise cittadina aveva affidato a Rossi il compito di ottenere la liberazione del sito Forza Italia
«Aveva un mandato pieno Ma non è riuscito ad attuare il deliberato del Consiglio»
«Ancora una volta, il sindaco ha fallito. Perché, pur avendo il mandato pieno da parte di tutto l' emiciclo consiliare, ancora una volta dimostra di non essere in grado di dare esecuzione a quanto richiesto». Non usa mezzi termini il consigliere di Forza Italia Roberto Cavalera, che alla fine della scorsa estate si era battuto perché il consiglio comunale prendesse posizione sul futuro della centrale Brindisi Nord. E così, ad ottobre proprio dall' assise cittadina arrivo il no unanime al progetto di A2A di realizzare un impianto di trattamento rifiuti nel sito dell' ex centrale Edipower. Nessuna indecisione in un dibattito durato meno di un' ora, con i consiglieri di maggioranza ed opposizione che hanno fermamente respinto il progetto. In particolare, il Consiglio esprimeva la contrarietà rispetto all' ipotesi di realizzare un impianto di trattamento dei rifiuti nel sito della ex centrale di Brindisi Nord. Allo stesso tempo, i consiglieri di maggioranza ed opposizione, all' unanimità, approvavano anche la richiesta alla società A2A di completare dismissione, smantellamento e bonifica dei gruppi 1 e 2, oltre che dismissioni, smaltimento e bonifica al di sotto del piano campagna e avviare le stesse azioni sui gruppi 3 e 4, attualmente esclusi dal progetto di dismissione e bonifica per consentire la restituzione di quelle aree allo sviluppo della retroportualità. In quell' occasione, ricorda dunque Cavalera, Rossi aveva ottenuto il mandato di rappresentare la posizione del consiglio comunale al ministero dell' Ambiente, al presidente della Regione e al presidente della Provincia. Cosa che, è l' accusa rivolta dal consigliere di Forza Italia e sfidante di Rossi al ballottaggio per l' elezione del sindaco, il primo cittadino non avrebbe fatto. «Su quella questione - sottolinea infatti Cavalera - fummo noi a spingere ma alla fine l' ordine del giorno fu fatto a firma del presidente del consiglio comunale Giuseppe Cellie, per dare maggiora forza alla richiesta. In questo modo è stata garantita al sindaco non solo l' unanimità dei consenti ma anche il mandato pieno, in modo da potere ribadire con forza la richieste nei confronti della società». Poi, Cavalera fa un parallelo con quanto accaduto nel monotematico sul porto. «In quel caso - ricorda - Brindisi Bene Comune aveva firmato il documento unitario. Poi, però, tre consiglieri del movimento avevano lasciato l' aula al momento del voto. Anche in quel caso gli avevamo garantito unità di consensi. Come del resto in questo caso, con l' ordine del giorno su A2A. Aveva un mandato forte e pieno, condizione perfetta per confrontarsi con la società ed arrivare alla restituzione di tutta quella zona agli usi retroportuali». Il progetto per il quale A2A chiede la Valutazione d' impatto ambientale, tuttavia, sembra escludere qualunque possibilità di questo genere. «Prendiamo atto - conclude quindi Cavalera - che ancora una volta questa amministrazione su questioni così delicate non riesce a mettere in atto i deliberati del consiglio comunale, anche se approvati all' unanimità». Ancora nessun commento, invece, da parte della maggioranza o dell' amministrazione, i cui rappresentanti si riservano di studiare la documentazione relativa alla Valutazione d' impatto ambientale in modo da farsi un' idea più precisa. Ma che l' impianto serva solo per garantire la continuità delle forniture elettriche in momenti di particolare difficoltà o che resti acceso per 365 giorni all' anno (come, verosimilmente in maniera prudenziale, previsto dalle richieste autorizzative), il destino dell' area per i prossimi anni sembra tutt' altro che legato alla retroportualità. F.R.P.