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19/07/2019 - Avvenire
Risparmi irrisori e tagli alle risorse: per le Province serve un piano

PRESENTATO A ROMA IL REPORT DELL' UPI
Risparmi inesistenti e un taglio drammatico delle risorse, senza contare che la semplificazione annunciata si è risolta con un nulla di fatto. A cinque anni dall' approvazione della riforma Delrio, l' Upi (Unione delle province d' Italia), traccia un bilancio negativo della riforma voluta dall' allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla coesione territoriale. «Se si raffronta l' unico risparmio accertato della legge 56/2014, i 52 milioni di cancellazione dell' indennità degli organi politici, con l' aumento di 36 milioni dei costi del personale transitato nelle Regioni e nei ministeri, si arriva a un importo di 16 milioni. Lo 0,001 della spesa pubblica pari a 26 centesimi annui per cittadino. Il dato è contenuto nel rapporto "L' assetto territoriale delle Province nei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica", presentato ieri a Roma nel corso del convegno "Le Province oggi e domani - Semplificare il Paese migliorare i servizi , presidiare il territorio". Ma non basta, perché l' Upi fa notare come a fronte di un trascurabile risparmio, si sia verificato anche un taglio drastico dei fondi a disposizione degli enti interessati, che ha di fatto bloccato per cinque anni la manutenzione ordinaria e la capacità di investimento su servizi essenziali, rispettivamente meno 43% e meno 71%. La ricetta proposta dall' Upi per sbloccare la situazione è quella di un piano, già pronto, che prevede sei miliardi per rimettere in sicurezza il Paese, aprire i cantieri per piccole opere pubbliche e favorire lo sviluppo locale: «Abbiamo pronti 1.712 progetti per strade provinciali, ponti, viadotti e gallerie », a cui vanno aggiunti i 1.092 per la messa in sicurezza di altrettante scuole secondarie superiori. Senza contare la forte instabilità istituzionale dovuta al sistema elettorale che ha comportato mandati diversi per presidenti e Consigli: 4 anni i primi, 2 i secondi. L' accentramento di funzioni ammini-strative in capo alle Regioni a statuto speciale ha inoltre fatto saltare anche il processo di semplificazione: in Friuli Venezia Giulia 4 province sono diventate 18 unioni territoriali intercomunali. Mentre le province della Sardegna e della Sicilia sono commissariate dal 2013 e i servizi sono al collasso. «Dal censimento delle amministrazioni pubbliche Istat - lamentano i rappresentanti delle province - è possibile contare 1.730 enti strumentali regionali e locali, 152 comunità montane, 572 unioni di comuni e un numero consistente tra enti per il turismo, consorzi e agenzie. Insomma, le province appaiono strette tra la confusione istituzionale e la mancanza di risorse. La buona notizia viene invece dalla ripresa della spesa in conto capitale che segna un aumento degli investimenti del 6% rispetto all' anno precedente. RIPRODUZIONE RISERVATA A cinque anni dalla riforma Delrio la semplificazione è un miraggio. Gli enti: «Occorrono sei miliardi»

MATTEO MARCELLI