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21/11/2020 - GIORNALE DI BRESCIA
Teleriscaldamento, Milano «copia» Brescia

Coronavirus I progetti per lo sviluppo sostenibile
Nei piani A2A ampliamento coi fondi dell' Unione europea E a marzo il calore Alfa Acciai collegato alla rete
Davide Bacca d.bacca@giornaledibrescia.it Brescia fa scuola. Tanto che Milano è pronta a «copiare» il modello bresciano di teleriscaldamento, puntando ad estendere la rete e sfruttando quali sorgenti di calore anche gli impianti industriali, come la nostra città già fa con l' Ori Martin e abreve con l' AlfaAcciai e il termoutilizzatore. Di certo è che la multiutility controllata dai Comuni di Brescia e Milano ha sul tavolo un corposo pacchetto di progetti per il Recovery Plan europeo. Recovery. Le multiutility possono infatti svolgere un ruolo chiave nel «rilancio sostenibile» dei territori italiani, come certificato lo scorso settembre al Forum Ambrossetti a Cernobbio. Lì dentro ci sono per esempio gli investimenti sulla riduzione delle perdite dell' acquedotto bresciano o il miglioramento degli impianti. Fatto sta che ieri il presidente di A2A Marco Patuano, nel suo inter vento al Milano Green Forum, ha annunciato la volontà di seguire il modello Brescia dando corpo a «un grande progetto di teleriscaldamento per la città di Milano, per riuscire a riscaldare 150mila famiglie, spegnendole caldaie e utilizzando dell' energia che già esiste perché viene prodotta come energia di scarto dai nostri grandi impianti di generazione dell' energia. Brescia ha ormai circa l' 80% delle abitazioni riscaldate con il teleriscaldamento- ha aggiunto- un' idea semplicemente straordinaria perché raccoglie e cattura tutto il calore che già esiste e va a sostituire uno dei grandi fattori di inquinamento: le caldaie domestiche». Investimenti. A2A gestisce oggi una rete di teleriscaldamento da 1.200 km in grado di riscaldare e portare acqua calda a 467mila appartamenti. La fetta maggiore della rete (671 km) è a Brescia, dove, come si sa, sono state spente 20mila caldaie e vengono serviti 176mila alloggi. Una strategia nata già negli anni' 70 che negli ultimi anni si è fatta più green. Il teleriscaldamento è alimentato dal termoutilizzatore e dalla centrale di Lamarmora dove, dallo scorso anno, si è detto addio al carbone. Dal 2016 anche il calore prima disperso dall' acciaieria Ori Martin alimenta la rete. A fine marzo 2021 dovrebbe poi essere messo in servizio anche il sistema di recupero calore dell' Alfa Acciai, in grado di riscaldare 3mila appartamenti e di ridurre di 5.600 le tonnellate di Co2 emesse ogni anno. Non solo. A2A sta anche investendo cento milioni di euro per il recupero del calore dei fumi del termoutilizzatore.Tuttiprogetti che servono per ridurre sempre più l' uso di fonti fossili, gas compreso. //