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08/11/2019 - Corriere del Trentino
Alperia e Dolomiti Energia: partecipate bulgare nel mirino

Ganchev: spariti 40 milioni. Le società provinciali: verifiche in corso
NOTIZIE CORRELATE BOLZANO Un ricatto o un sistema di corruzione internazionale? La partecipazione bulgara di Dolomiti Energia e Alperia diventa una spy story con una trama che pare uscita da un romanzo di Le Carrè. Fatture gonfiate, commissioni accreditate su conti di società fittizi e un sistema di corruzione milionario tra il Trentino Alto Adige e la Bulgaria. É questo lo scenario descritto da Zhelyu Ganchev, l' imprenditore bulgaro che ieri mattina si è presentato al hotel Laurin di Bolzano lanciando accuse pesantissime nei confronti dei vertici di PvB Bulgaria, una partecipata di Alperia e Dolomiti energia che ha costruito e gestisce alcuni impianti sul fiume Iskar, nella regione a nord di Sofia. «Se non sono coinvolte anche Alperia e Dolomiti energia perché non prendono in considerazione le mie rivelazioni?» si chiede Ganchev che ha già presentato due denunce, una alla Procura di Sofia e una ai carabinieri di Roma. La replica di Alperia e Dolomiti energia non si è fatta attendere. In una nota congiunta con Finest (pure socio di Pvb Bulgaria) negano ogni coinvolgimento e chiariscono che «qualora si dovessero appurare irregolarità in PvB Bulgaria, si troverebbero ad essere parte lesa». Dopo il caso Greenpower, per la società elettrica altoatesina arriva una nuova patata bollente. Comunque la si voglia interpretare, la comparsa di Ganchev che è socio di minoranza di PvB Italia, a sua volta socia di Pvb Bulgaria, dimostra quanto necessario sia fare chiarezza sulle partecipazioni bulgare delle società energetiche delle due province autonome. Partecipazioni che sono attualmente in vendita e che Ganchev vorrebbe acquistare. Tra gli scenari possibili infatti c' è anche l' ipotesi che l' imprenditore bulgaro si auturo di un ricatto per costringere Alperia e Dolomiti energia ad abbassare il prezzi. L' avventura nei Carpazi viene da lontano. I primi ad investire in Bulgaria sono stati i trentini di Petrolvilla Bortolotti che hanno coinvolto Aew, l' azienda elettrica dei comuni di Bolzano e Merano, e Dolomiti energia. Il progetto di costruire una serie di centrali sul fiume Iskar va in porto e viene affidato a Plamen Dilkov, ingegnere bulgaro che ha lavorato a lungo a Trento e che nel frattempo è diventato vicepresidente di Confindustria Bulgaria. É lui, secondo Ganchev, il principale responsabile del saccheggio di Pvb Bulgaria. «La società ha pagato prestazioni fittizie e fatture gonfiate. Alla società sono stati sottratti più di 40 milioni» sostiene Ganchev specificando che una grossa fetta di questi soldi è transitata sui conti della Bulgaria Engineering, una società dello stesso Dilkov che dunque si sarebbe arricchito a spese dei soci italiani. Soldi che, secondo Ganchev sarebbero in parte stati usati per «ammorbidire» le autorità locali e in parte potrebbero essere tornati verso l' Italia. Sul blog www.cittadinitrentini.com, Ganchev ha pubblicato una lista di società italiane e bulgare coinvolte nella maxi truffa da 40 milioni di euro. Che in Bulgaria qualcosa stia andando storto è chiaro. Tanto che in estate, i soci di PvB Bulgaria hanno deciso di licenziare Dilkov dal gruppo e, proprio per fare chiarezza, è stata incaricata una società di verificare le informazioni fornite da Ganchev. Il sospetto dei manager di Alperia e Dolomiti energia però è che si tratti di una manovra ideata solo per rovinare l' immagine della società, scoraggiare eventuali acquirenti e abbassare il prezzo. «Non si può fare a meno di notare che le iniziative e gli interventi del sig. Ganchev avvengono proprio a seguito del suo fallito tentativo di acquisire la PVB Power Bulgaria. Dolomiti Energia e Alperia continuano ad appoggiare qualsiasi iniziativa tesa ad appurare eventuali irregolarità gestionali occorse nel passato e sono pronte a valutare e perseguire le opportune azioni a tutela degli interessi di PvB Power Bulgaria» fanno sapere Alperia e De in una nota congiunta.