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09/11/2018 - Italia Oggi
Concessionari chiamati a rivedere le convenzioni

Il censimento dell' Anticorruzione ha rivelato troppe anomalie
Le concessioni scadute vanno affidate in gara, soprattutto nel settore del gas; in generale è necessario, comunque, che i concedenti rivisitino le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari. Sono queste le indicazioni contenute nell' atto di segnalazione n.4 del 17 ottobre 2018 dell' Autorità nazionale anticorruzione concernente la verifica degli affidamenti dei concessionari ai sensi dell' art. 177 del dlgs n. 50/2016 e adempimenti dei concessionari autostradali ai sensi dell' art. 178 del medesimo codice. La segnalazione, approvata dal consiglio dell' Autorità con delibera n. 868 del 17 ottobre 2018 e trasmessa a governo e parlamento, mette in risalto «la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa di settore» e fa seguito ad una ampia attività di vigilanza sulle attività dei concessionari pubblici che, si legge nella segnalazione, «ha fatto registrare una serie di fenomeni potenzialmente sintomatici di singolari criticità e anomalie». Il codice dei contratti affida in particolare all' Anac il compito di verificare la corretta applicazione dell' obbligo da parte dei concessionari di esternalizzare l' 80% dei nuovi contratti, con soltanto il 20% di attività eseguibili in house (60/40% per i concessionari autostradali). L' Autorità presieduta da Raffaele Cantone ha svolto un censimento delle concessioni da maggio 2017 fino al 30 settembre 2017 ricevendo 6.700 moduli (anche relativi a più concessioni da parte dello stesso concessionario), in diversi settori, gas, energia, acqua, trasporti. Nel settore della distribuzione del gas, Anac ha segnalato un numero di concessionari (gestori) relativamente contenuto che realizza il servizio per un numero elevato di enti locali (piccoli e medi) con un effetto dumping contrario alle norme sulla concorrenza: «pochi gruppi di grandi dimensioni risultano concessionari in assenza di una procedura di gara, determinando alcuni monopoli di fatto. Ma l' elemento di maggiore importanza attiene al « rilevantissimo numero di concessioni scadute nel solo settore della distribuzione del gas, ove le concessioni scadute sono 3.728 su un totale di concessioni in corso di validità di 5.142». Esiste una situazione diffusa di «proroghe sistematiche ancorché limitate all' esercizio ordinario». In particolare, le norme di settore del gas hanno prorogato le concessioni scadute fino al 2007 e, ormai da diversi anni non vengono pubblicate gare pubbliche per individuare i concessionari. Per i 28 concessionari autostradali l' Anac pone in luce il massimo scollamento nei dati esaminati verificatosi con riferimento a quelli dichiarati dal concessionario Aspi e dal concedente Mit, anche se Anac ha notato che «non si può escludere né una diversa interpretazione delle voci degli investimenti, né la volontà del concessionario di non fornire questi dati». Per l' Anac, inoltre, «vi è stato sino ad oggi un deficit di controlli sistematici del concedente sulle attività del concessionario, dovuto, a seconda dei casi, sia a una scarsa consapevolezza del ruolo sia a schemi di convenzioni troppo risalenti». © Riproduzione riservata.