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14/02/2020 - La Stampa (ed. Asti)
"Tra liti e frenate Asp rischia di svalutarsi"

Le minoranze in Comune tornano sulla situazione dell' ex municipalizzata in vista del Consiglio aperto
Manuela Macario Asti La preoccupazione per il futuro dell' Asp è palese. Continua a imperversare un «grave quadro di incertezz»" sul futuro della multiutility partecipata per il 55% dal Comune di Asti e che in città gestisce trasporti, rifiuti, energia, acqua e parcheggi. La minoranza in Consiglio comunale aveva chiesto una seduta pubblica del Consiglio, aperto a tutti i cittadini, in cui venisse fatto emergere tutto quello che è ancora nebuloso. La convocazione è arrivata: lunedì 17 (ore 19:30) in municipio. La certezza è che i i patti parasociali stanno per scadere, mettendo in forse la continuità di un accordo che vincola parte pubblica e parti private e che crea apprensione tra gli oltre 300 lavoratori di 'Asp. Lo ribadiscono i consiglieri che ieri hanno indetto una conferenza stampa a Fuoriluogo. «C' è la necessità di un confronto per avere le informazioni che mancano - ha detto Mauro Bosia (lUniti si può) - dopo due anni e mezzo di giunta Rasero, non si conosce ancora la posizione del sindaco. Il socio di maggioranza (il Comune) ha il compito di informare i cittadini». Bosia riferisce anche di un livello di conflittualità epistolare messa a tacere. Non si sa nemmeno con certezza se alcuni componenti della società Nos ( socia al 45% ) abbiano deciso di presentare le dimissioni. «La voce circola e pare che volontà ci sia ma non si sarebbe ancora palesata. Senza certezze sul futuro, Asp rischia di perdere la possibilità di accedere a bandi pubblici, come quello nel settore idrico, che potrebbe portare a ripercussioni sul futuro societario. Già alcune commesse erano andate perse. «Chiediamo che Asp non venga abbandonata in un momento così delicato». «All' inizio erano solo sospetti - ha affermato Luciano Sutera (Pd) - ma ora siamo davvero preoccupati». E anticipa che durante il Consiglio saranno affrontati nel dettaglio molti aspetti ancora inespressi. «L' atteggiamento di Rasero - ha aggiunto Massino Cerruti (M5S) - non ci stupisce: sono passati quasi tre anni di suo immobilismo- Se qualcuno ha peccato di mancanza di trasparenza, quello è lui». Il pentastellato riporta a galla il teleriscaldamento, «messo a tacere con una letterina». Cerruti e i colleghi si domandano quale sia il ruolo effettivo dell' assessore alle Partecipate, delega di Mario Bovino. «Stiamo attraversando un momento di trapasso che potrebbe segnare il futuro non solo dell' Asp, ma della nostra città». Sono troppe le voci che si sono rincorse negli ultimi mesi secondo Angela Quaglia (CambiAmo Asti). «Oltre alle dichiarazioni - ha aggiunto - chiediamo fatti al primo cittadino. Sull' Asp non si può fare campagna elettorale». Sei mesi prima della scadenza dei patti parasociali il Comune avrebbe dovuto trattare con Nos, per assumere impegni reciproci. «Questo non c' è stato - ha ricordato Quaglia - ora inizierà la causa di separazione?». Una situazione "ingarbugliata". «Cosa stanno facendo le parti private? Il Comune di Asti rischia di essere un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro». «Una guerra in vista che ci preoccupa anche per una possibile svalutazione aziendale» ha aggiunto Michele Anselmo (Uniti si può). «Eppure noi avevamo messo in guardia dello scadere dei patti parasociali» ha detto Mario Malandrone (Ambiente Asti), che non crede possa essersi trattato di una caso il forte ricambio dei recenti presidenti Asp. «Negli ultimi consigli in cui si era discusso di Asp - dice Angela Motta (Italia Viva) - avevo fatto alcune proposte per cercare di superare una fase delicata caratterizzata da litigi tra Comune e i suoi amministratori nominati nel cda e con i soci privati di Nos con cui pendono ricorsi al Tar. Non era mai successo che ci fossero cause tra soci, questa situazione espone il Comune a danni diretti per eventuali costi da risarcire e indiretti perché le società che litigano prima si paralizzano, poi perdono efficienza e competitività». - © RIPRODUZIONE RISERVATA I consiglieri comunali delle minoranze in occasione della conferenza stampa.

MANUELA MACARIO