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12/07/2019 - Corriere della Sera (ed. Brescia)
Recupero scorie: senza una deroga stop inceneritore

L' emergenza
La prima occasione utile per correggere la norma contenuta nel decreto Sblocca Cantieri - che rimandando ad una legge del 1998 rischia di far revocare un centinaio di autorizzazioni ad altrettante aziende di recupero - è la legge Comunitaria, la cui approvazione è prevista ad inizio agosto. «La Provincia aspetterà 3 settimane poi partire le lettere di revoca delle autorizzazioni» assicura il vicepresidente Guido Galperti. Se la tempistica non sarà rispettata si andrà verso «il collasso» del settore, con l' aumento dei conferimenti in discarica. Ad essere penalizzati saranno anche i 13 inceneritori lombardi, tra cui il termovalorizzatore A2A di Brescia, da dove escono 120mila tonnellate l' anno di scorie pesanti oggi interamente recuperate. «La norma del 1998 prevede tecnologie vecchie rispetto a quelle attuali» spiega il dirigente del settore Ambiente della Provincia, Giovan Maria Tognazzi. Quindi, in attesa dei singoli decreti end of waste del ministero, se nel frattempo non verranno previste le «deroghe» alle autorizzazioni esistenti - chieste anche da Utilitalia e Confindustria e sollecitate dalla Lega e anche da un' interrogazione del senatore Adriano Paroli (FI) - le imprese che oggi recuperano quelle scorie (come la Rmb di Polpenazze) non potranno più farlo. «Nel giro di pochi giorni l' inceneritore si fermerà» aggiunge Galperti. Tutto questo mentre nel Paese resta un' emergenza rifiuti: le commissioni parlamentari 6 e 10 sottolineano che è in corso «la lievitazione dei prezzi di smaltimento, il deprezzamento del 50% del valore dei materiali: ciò rende più facile l' introduzione della criminalità organizzata nel ciclo di gestione dei rifiuti». (p.gor.)