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19/07/2019 - Il Giornale Di Vicenza
Aim detta il ritmo «A gennaio via al nuovo soggetto»

PARTECIPATE. In commissione il confronto sul futuro della società
L' amministratore unico Vivian delinea l' obiettivo «Diventare la prima multiutility del Triveneto» Minoranze: «Manca chiarezza nella maggioranza»
Entro la fine di settembre il futuro aggregativo di Aim sarà delineato, così come chiare saranno le prospettive in campo per quel «salto dimensionale» di cui l' amministratore unico dell' azienda di San Biagio, Gianfranco Vivian, ha indicato l' obiettivo: «Diventare la prima multiutility del Triveneto e la quarta a livello nazionale». L' audizione del numero uno di San Biagio, ieri presente in commissione Controllo e garanzia, ha consentito di tracciare davanti ai consiglieri comunali la road map del processo di fusione con la veronese Agsm e il coinvolgimento di un terzo partner. Un incontro cui ha preso parte anche l' assessore al bilancio Simona Siotto, in sostituzione del sindaco Francesco Rucco, la cui assenza giustificata ha generato qualche muso lungo tra gli esponenti della minoranza, con il presidente della commissione, Raffaele Colombara (Quartieri al centro), che al termine del confronto ha annunciato «altre sedute sul tema, in presenza dei sindacati e delle categorie economiche». Dopo un excursus sulle ultime tappe del percorso aggregativo tra Aim e Agsm, ripartito all' inizio dell' anno, Vivian ha preso le mosse dai numeri: «Le due società hanno, insieme, un fatturato di 1,2 miliardi; gli altri player navigano oltre i sei. Per competere con i colossi del mercato dobbiamo almeno cercare di arrivare a 1,8-2 miliardi». Per raggiungere il traguardo, considera l' amministratore unico, «è necessario un salto dimensionale che altre società prima di noi hanno già fatto». Resta da vedere chi sarà il nuovo soggetto che prenderà parte alle nozze a tre e in questo senso Vivian dichiara di tenere la porta aperta, ma a determinate condizioni: «Stiamo ancora valutando, il prossimo step sarà quello di predisporre un progetto di fattibilità entro la fine di settembre sulla base delle risultanze che ci darà il nostro advisor rispetto alla nostra necessità di rafforzarci. Il controllo della nuova società, però, dovrà essere pubblico, dovranno essere tutelati i livelli occupazionali e l' indotto». Paletti, questi, fissati d' intesa con la sponda veronese, secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi da Vivian.Le possibilità di "apparentamento", fa capire, non sono infinite: «Nel Nord Italia, le tre maggiori multiutility che potrebbero fare al caso nostro sono la lombarda A2a, Iren, che però persegue una politica diversa da quella che vorremo attuare noi, ed Hera. Ma al momento non c' è alcuna decisione che vincoli le società e i Comuni di Vicenza e Verona a soluzioni diverse da quelle che si concorderanno quando avremo analizzato a approfondito tutta la questione». E uno dei principali punti da chiarire sono «gli asset di cui necessitiamo per crescere. Ora sappiamo che abbiamo delle carenze soprattutto sullo smaltimento dei rifiuti e nel campo delle energie rinnovabili». Già nei giorni scorsi Vivian aveva messo in luce i punti in cui sarebbe necessario intervenire per rafforzare la struttura, inserendo nella lista anche l' innovazione tecnologica, in un' ottica di smart city e mobilità elettrica, temi sui quali Vicenza è ancora carente.Intanto «tra una decina di giorni ci verranno consegnati i piani industriali che fotografano la situazione attuale di Aim e Agsm. L' idea è quella di partire con il nuovo soggetto a gennaio». Tutti elementi che non sono stati sufficienti a stemperare le preoccupazioni dell' opposizione. Il consigliere di Coalizione civica, Ciro Asproso, invita ad «imprimere un' accelerazione, considerando che il progetto è datato 2016» e con Colombara e Pupillo (Da adesso in poi) rimarca l' esigenza «di accedere agli atti e vedere tutti i documenti». Anche Ennio Tosetto, di Vinova, invoca «la trasparenza totale» e auspica «la massima attenzione su una partita importantissima per Vicenza». «L' aggregazione va cercata attraverso una gara pubblica», ribadisce il presidente della commissione, che conclude: «C' è ancora un grande vuoto politico, tra le scelte ondivaghe dell' amministrazione e la mancanza di chiarezza all' interno della maggioranza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

LAURA PILASTO