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08/11/2019 - MF
Un sistema che fa acqua

In corso alla Fiera di Rimini, Ecomondo è la manifestazione di riferimento sull' economia circolare
Il Global Water Expo fotografa il ciclo idrico italiano
Il ciclo dell' acqua emerge come uno dei temi principali di riflessione all' interno di Ecomondo, la fiera di riferimento in Europa per l' innovazione industriale e tecnologica dell' economia circolare organizzata da Italian Exhibition Group e in corso in questi giorni alla Fiera di Rimini. La sezione Global Water Expo, infatti, è dedicata a tutte le fasi della filiera del ciclo idrico integrato delle acque, dalla captazione alla restituzione all' ambiente. Già proprio poco prima dell' apertura di Ecomondo era stato presentato a Roma il Blue Book 2019, monografia completa dei dati del servizio idrico integrato promosso da Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici dell' acqua, dell' ambiente, dell' energia elettrica e del gas, e realizzato dalla Fondazione Utilitatia con la collaborazione di Istat. I numeri parlano chiaro: delineano un settore che è migliorato negli ultimi anni, ma che è ancora lontano dal raggiungere gli obiettivi. «Gli investimenti realizzati hanno registrato una crescita costante arrivando a 38,7 euro ad abitante nel 2017, con un aumento del 24% negli ultimi sette anni che, si stima, abbia fatto raggiungere i 44,6 euro/ab nell' ultimo biennio», spiega Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia. «Bisogna considerare però che, per affrontare tutti gli investimenti necessari ed evitare infrazioni europee, sarebbe necessaria una media di 80 euro/ab». L' Italia in qualità di servizi e in capacità di investimento sull' idrico vive un divario drammatico: sia tra Nord e Sud sia tra territori dove il servizio idrico è gestito da grandi imprese e territori in cui la gestione è affidata a piccole imprese o ai Comuni. «Nel Sud Italia ci sono circa 2 mila Comuni che gestiscono ancora in forma diretta il servizio idrico con investimenti pari ai 5-6 euro/ab», prosegue Valotti. «Per risolvere il problema, oltre ai finanziamenti europei come Horizon 2020, il governo e le istituzioni locali dovrebbero creare le condizioni necessarie per formare anche al Sud grandi imprese che permettano di fare investimenti, portare innovazione e sviluppare competenze e nuove tecnologie. Perché dove c' è impresa il servizio è migliore e costa meno». Un altro tema scottante che è affrontato a Ecomondo riguarda la depurazione delle acque reflue: circa l' 11% degli italiani non è ancora raggiunto dal servizio di depurazione. Ciò comporta conseguenze nelle sanzioni europee al nostro Paese (bisogna comunque segnalare un miglioramento: per esempio, sono stati sanati 27 siti irregolari su 41) e soprattutto incalcolabili danni per l' ambiente, perché gli scarichi dell' acqua non depurati finiscono nei fiumi e nei mari. Rimanendo in tema di ambiente, un' altra questione urgente da affrontare riguarda gli eventi climatici. «Rispetto a un clima mediterraneo più stabile, in cui anche la tenuta delle infrastrutture è più facile, le condizioni climatiche sempre più estreme con cui conviviamo (come i passaggi repentini dalla siccità alle alluvioni) richiedono un piano straordinario di messa in sicurezza dei diversi territori dal rischio idrogeologico», conclude Valotti, «con investimenti che difficilmente possono ricadere nella tariffa che pagano i cittadini, ma che più probabilmente andranno finanziati dallo Stato e dalle Regioni». (riproduzione riservata)

GAIA GRASSI