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05/09/2020 - LA VERITÀ
Il mistero della mini ditta che ha vinto il maxi appalto da 45 milioni per i banchi

Allestisce stand, ha un capitale di 4.000 euro e ne fattura 400.000 l' anno. Eppure la Nexus consegnerà ad Arcuri 180.000 pezzi. La Lega chiede spiegazioni a Conte
patrizia floder reitterPer il commissario straordinario all' emergenza, Domenico Arcuri, organizzare e promuovere eventi fieristici deve essere garanzia di saper fabbricare banchi per la scuola. Impossibile comprendere, altrimenti, come mai una società che allestisce stand, la Nexus made Srl di Ostia, sia tra le undici ditte vincitrici del discusso appalto che dovrebbe assicurare i nuovi arredi scolastici. La Lega è riuscita ad averne il nome, secretato senza motivo da Arcuri assieme a quello delle altre aziende che hanno ottenuto i contratti di affidamento, e ha scoperto che si tratta di una società che si occupa di fiere. Fattura 400.000 euro, però si è portata a casa una commessa di quasi 45 milioni di euro. I deputati leghisti Massimo Bitonci, Gianluca Cantalamessa, Laura Cavandoli, Giulio Centemero, assieme ad altri colleghi si sono affrettati a presentare un' interrogazione al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dell' Istruzione, Lucia Azzolina, chiedendo chiarezza. Vogliono sapere «quali requisiti di capacità tecnica ed economica», come richiesti dal bando di Arcuri, possa vantare una società che si occupa della «diffusione, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni, eventi, fiere, congressi», per figurare tra gli operatori «aggiudicatari del lotto A Cig 8377980FCB», riguardante i banchi scolastici monoposto nella tipologia tradizionale. Secondo i deputati leghisti, oltre a non essere chiaro come faccia la Nexus a fabbricare banchi, è «alquanto anomalo che una società che fattura 400.000 euro annui si possa aggiudicare un appalto di quasi 45 milioni di euro». Sempre che gli affari le vadano bene, con l' attività che figura nel registro imprese questa ditta dovrebbe mantenere lo stesso fatturato per 112 anni, per arrivare all' importo garantito dal governo. La società ha depositato il bilancio 2018 il 12 marzo 2020, il bilancio 2019 lo scorso 10 luglio. «Noi colleghi della commissione Finanze alla Camera avevamo ottenuto copia del contratto firmato da Arcuri con la Nexus, che si impegna a fornire 180.000 banchi nella tipologia ad altezza variabile per un importo di 44,6 milioni di euro», racconta l' onorevole Laura Cavandoli. «Ci sembrava un numero elevato di pezzi, di cui solo 20.000 saranno consegnati il 12 settembre e ben 160.000 il 31 ottobre. Abbiamo voluto capire di quale realtà aziendale si possa trattare e le sorprese sono state notevoli», commenta la Cavandoli, che di professione fa l' avvocato. La Lega ha richiesto la visura camerale della Nexus, dalla quale risulta che la ditta romana con sede legale in via Capitan Consalvo 2, a Ostia, e costituita nel dicembre del 2015, ha per oggetto sociale attività che spaziano dalla gestione di eventi e di stand, all' installazione di impianti di riscaldamento, includendo la «prestazione di servizi di consulenza informatica». Figurano anche «allestimenti scenografici, soggetti per vetrine», ma non c' è traccia di produzione di banchi. Sempre che «la posa in opera di qualsiasi manufatto sia in materia grezza che rifinita, temporaneo o definitivo», non rientri nella tipologia. Certo è che la Nexus non ha un sito Internet dal quale si possa vedere l' attività, visionare le «forniture di prodotti analoghi effettuate negli ultimi tre anni» come richieste dalle procedure di gara per aggiudicarsi l' appalto Arcuri, pena l' esclusione. Nemmeno si possono vedere tipologie di allestimenti fieristici, che sarebbero l' attività principale. Quali indicazioni «del fatturato di settore negli ultimi tre anni», avrà fornito la Nexus made Srl al commissario straordinario per l' emergenza? «Non conosco questa azienda, non ne ho mai sentito parlare», ci risponde Emidio Salvatorelli, presidente di Vastarredo, la più importante industria di produzione di arredi scolastici, che certo non ignora quali siano i produttori italiani capaci di fornire in così poco tempo 180.000 banchi. Non si trova nemmeno il numero del telefono della ditta, La Verità ha cercato inutilmente di contattare il proprietario e amministratore unico, Franco Aubry, presente con una quota di 100 euro mentre il socio, Fabio Aubry, che fino al 2007 fabbricava tende, ha versato 3.900 euro di capitale. «La sede figura a Ostia, nello stesso stabile dove c' è l' Arcigay, il Divine Ostia», il primo realizzato sul litorale romano, sorride la Cavandoli, «altre indicazioni su Google non compaiono». Sta di fatto che la Nexus, con un capitale sociale di 4.000 euro, si è aggiudicata un appalto di quasi 45 milioni di euro. Le sono stati pagati 247,80 euro per ciascun banco monoposto, costo comprensivo sì di consegna e allestimento, ma secondo operatori del settore che non vogliono comparire «è una cifra elevata. Diciamo pure eccessiva». Per la Lega, «non è un prezzo congruo, non è un investimento giusto che si sta facendo per la scuola. E sicuramente non sarà la Nexus a fabbricare i banchi. Anche li comprasse sul mercato, deve avere capacità economica di acquisto, ma dimostra di non averne. Chi la finanzia?», chiede l' onorevole Cavandoli. Se lo domandano molti italiani.