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15/05/2019 - Il Messaggero
Bongiorno: una corsia preferenziale tra l' università e i concorsi pubblici

L' INTERVENTO ROMA Le politiche di contenimento della spesa puntano a sistemare i conti pubblici ma hanno un effetto collaterale pericoloso: svuotano gli uffici pubblici. Una ricerca presentata ieri in apertura della trentesima edizione di Forum Pa 2019 mostra che nell' arco dei prossimi 4 anni circa 500 mila dipendenti pubblici avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro. Un fenomeno senza precedenti che rischia di inceppare la macchina burocratica ma che può anche diventare l' occasione per un proficuo ricambio generazionale. L' indagine spiega che alla base del massiccio esodo c' è, appunto l' effetto combinato di varie misure di riduzione della spesa degli ultimi anni, tra pensioni di vecchiaia, opzione donna, pensioni anticipate e quota 100, per cui si contano già 41 mila domande, che potrebbero arrivare a 100 mila entro l' anno. Ovviamente queste risorse potranno essere sostituite grazie allo sblocco del turnover di compensazione al 100%, secondo cui le Pa potranno reinvestire sui nuovi assunti quello che risparmiano con i pensionamenti. Ma già adesso, è l' avvertimento contenuto nella ricerca, «servirebbero oltre 250 mila persone in più». E tra l' altro «se non si modificheranno le modalità di ingresso, gestione e sviluppo del personale, la sostituzione rischia di non essere una reale opportunità di rinnovamento ma una rottamazione agevolata con l' uscita di competenze ed esperienze preziose». L' invecchiamento della Pubblica Amministrazione è però così radicale (gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%) che neppure lo sblocco del turnover basterebbe, tanto che, rimarca il Forum Pa, per abbassare di un solo anno l' età media servirebbero quasi dieci miliardi di investimenti. Di certo anche per il ministro della Pa, Giulia Bongiorno «non è possibile che si entri nella P.a soltanto a 35 anni». Per questo, secondo la titolare del dicastero di Palazzo Vidoni, bisognerebbe creare un ponte tra laureati e concorsi. Oggi, invece, a seconda della selezione a cui si partecipa le regole sono diverse, i requisiti possono variare e gli anni passano. Un provvedimento che ritaglia dei percorsi precisi per chi vuole diventare dipendente pubblico semplificherebbe il quadro. «Con il ministro dell' Istruzione Bussetti ha spiegato Bongiorno abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all' università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella Pa». IL SENTIERO Una sorta di pista preferenziale, quindi, con vantaggi sia per quanti pensano a iscriversi all' università sia per la Pa, che potrebbe contare su professionalità fresche, considerata la sete di nativi digitali. Tornando alla ricerca sugli statali, emerge che ciascun dipendente pubblico, in Italia, costa in media 49 mila euro l' anno, meno dei 50 mila dei francesi e tedeschi, più di quelli inglesi: 43 mila e spagnoli: 40 mila. E intanto aumenta la severità nei confronti dei travet. Nel 2018 i licenziamenti disciplinari sono stati 104 in più del 2015 e in totale nel quadriennio sono state licenziate per ragioni disciplinari 1.332 persone, nella maggior parte (32%) per assenze ingiustificate o non comunicate nei termini prescritti. Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.