AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
12/11/2019 - Il Gazzettino (ed. Treviso)
Asco Holding, i soci approvano la super-assemblea

Varato il nuovo organismo che rafforza la presenza del pubblico
ENERGIA TREVISO L' assemblea degli azionisti di Asco Holding, convocata ieri pomeriggio in forma straordinaria nella sede di Pieve di Soligo, ha approvato con una sola astensione l' istituzione (il comune di Pieve di Soligo) di una «Assemblea speciale» composta da soli soci pubblici, che comporta una variazione dello statuto. Il voto giunge dopo che, lo scorso 25 ottobre, 26 dei 62 sindaci soci presenti all' assemblea, detentori del 54% delle azioni, avevano chiesto di poter disporre di più tempo per ottenere il via libera alla modifica dello statuto e all' introduzione del nuovo organo dai rispettivi consigli comunali. MOSSA NECESSARIA Il provvedimento era stato ritenuto dagli amministratori di Asco Holding un passo necessario per rimediare ad alcune eccezioni sollevate dal Consiglio di Stato rispetto a una precedente variazione di statuto, varata nel luglio dello scorso anno, e che determinò l' esercizio del diritto di recesso di una trentina di municipi soci, in disaccordo con la manovra. La magistratura amministrativa di secondo grado in seguito riscontrò nella Holding una carenza di controllo pubblico, data la frammentazione delle partecipazioni, argomento che indusse i vertici a prevedere l' Assemblea speciale approvata oggi. Si tratta, è stato sottolineato, di un «organo di natura consultiva, che si riunirà prima della convocazione di ciascuna assemblea generale dei soci». SODDISFAZIONE In assemblea la soddisfazione era palpabile. La creazione di questo super-organismo, oltre a garantire la concreta individuazione della componente pubblica di controllo della Holding, come richiesto dal Consiglio di Stato, viene vista anche come un efficace scudo contro l' inquietante prospettiva che i comuni, per mantenere il controllo della Holding, siano obbligati a fare un' Opa, quindi un' offerta pubblica di acquisto da svariati milioni di euro. Prospettiva deleteria per tutte le amministrazione pubbliche che, in quel caso, sarebbero costrette a mollare la presa e la Holding. E proprio su questo punto si potrebbe accendere il prossimo braccio di ferro con i soci ribelli, quelli che non hanno accettato l' introduzione del nuovo statuto. Si teme un nuovo ricorso anche contro quest' ultima modifica. I sindaci che ieri l' hanno approvata, hanno però potuto contare su un parere legale che dovrebbe metterli al riparo da sorprese. Ma la questione è ancora tutta da sviluppare e le sorprese sono destinate a non finire mai. P. Cal.