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15/04/2019 - Il Resto del Carlino (ed. Bologna)
L' impegno di Hera per le famiglie Gite e asili nel welfare del Gruppo

Le borse di studio accompagnano i lavoratori fino all' università
WELFARE aziendale personalizzabile, progetti per conciliare le esigenze di vita con il lavoro e iniziative dedicate ai figli dei dipendenti. Sono solo alcuni dei punti di forza che rendono il Gruppo Hera tra i più interessanti nel panorama economico nazionale dal punto di vista dell' attenzione alla forza lavoro. Non a caso l' ente olandese Top Employers, che dal 1991 conduce una ricerca incentrata sugli standard qualitativi in termini di gestione della risorse umane, ha inserito Hera da dieci anni nella lista delle aziende certificate, insieme con oltre 1500 aziende in 118 paesi nei cinque continenti. Sul fronte numerico, nel solo 2018 il gruppo ha proceduto a 438 assunzioni a tempo indeterminato, di cui 221 per consolidamento e 217 assunzioni dall' esterno; di queste assunzioni, 170 hanno riguardato ruoli operativi e ben 268 personale qualificato, ma il dato più significativo è quello di genere: il 51% delle persone assunte, al netto dei ruoli operativi, sono donne. Un risultato a cui si aggiungono ben 200 tirocini attivati. Ripercorrendo poi gli ultimi anni di storia aziendale, dal 2003 al 2018 Hera ha formalizzaro oltre 2.700 assunzioni a tempo indeterminato, di cui circa il 60% rappresentano stabilizzazioni di rapporti a tempo determinato. OGGI il colosso bolognese multiservizi conta quasi 9mila dipendenti a livello di Gruppo, con sedi di lavoro prevalentemente in Emilia Romagna, Marche e Triveneto, dove le donne nei ruoli di responsabilità sono pari al 31% (dato 2018). Complessivamente la quota di personale femminile è in in aumento, con dati al di sopra della media del settore: 24,7% contro circa il 16%. MA oltre ai dati c' è di più, come la spiccata propensione a introdurre misure e azioni in grado di colmare i vuoti che le istituzioni possono lsciare. Come in tema di welfare, dove il programma HExtRA attivato nel 2016 - e dal 2017 esteso anche ai dipendenti con un contratto a tempo determinato da più di sei mesi - prevede, tra le varie, una quota flessibile che è stata di 200 euro nel 2016, 360 euro nel 2017, 385 euro nel 2018 e nel 2019. La quota può essere utilizzata dai dipendenti per iniziative e servizi suddivisi in sei ambiti: salute e assistenza sanitaria, assicurazione e previdenza, sostegno all' istruzione, servizi alla persona, benessere e sostegno al reddito, Herasolidale. La grande novità del 2018, tanto che sono già un migliaio le richieste, è stata la possibilità di convertire parte del premio di risultato in un' ulteriore quota welfare. Un' opportunità vantaggiosa dal punto di vista fiscale e non solo. Infatti, tutta la porzione di premio di risultato che verrà convertita in welfare - al massimo il 50% - non subisce alcun aggravio fiscale. Nel 2018, quindi, gli iscritti al piano sono stati circa 8.600, per una copertura del 98,5% dei dipendenti e un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro. NELL' AMBITO del welfare flessibile, il gruppo ha deciso di estendere il proprio intervento anche a tutta la famiglia del lavoratore, con una particolare attenzione ai figli dei dipendenti in età scolare con un' ulteriore quota da utilizzare esclusivamente per le spese scolastiche dall' asilo nido fino all' università. In questo settore rientrano anche campus invernali/estivi, corsi di lingua, gite e servizi mensa. Hera ha da tempo istituito anche un "premio" sottoforma di borsa di studio individuale per gli universitari, con 40 borse da 750 euro ciascuna e l' attivazione di percorsi di approfondimento linguistico "Un' estate nel mondo con intercultura" (10 borse da 2000 euro ciascuna) per gli studenti delle scuole superiori. L' anno scorso queste opporunità hanno fatto salire a oltre 3.500 le richieste per tutte le iniziative a sostegno dell' istruzione dei figli, per un investimento complessivo di oltre 500mila euro. INFINE, l' attenzione del gruppo alla forza lavoro si concretizza anche in un forte investimento nel settore della formazione continua, così da rendere il dipendente sempre al passo con le ultime novità di settore e normative introdotte, e sempre competitivo nel mondo del lavoro. Ben 1,8 milioni gli euro investiti in formazione, di cui circa 770mila finanziati per 250mila ore complessive di formazione erogata. Un dato che si traduce in una media di 29,8 ore pro-capite nel 2018, dato in crescita rispetto allo scorso anno e nettamente superiore alla media delle utility. © RIPRODUZIONE RISERVATA.