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in collaborazione con P. Review

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12/10/2018 - Brescia Oggi
A2A trasforma Brescia nella prima «area smart»

IL PROGETTO. La divisione dell' utility ha messo a punto la rete a banda, denominata «LoRa», di portata provinciale
L' intervento garantirà la gestione automatizzata dei principali servizi di monitoraggio ambientale, di sicurezza e di controllo dei cestini
Dopo la Smartcity, la Smartland. E la Provincia di Brescia diventa il primo «territorio intelligente» d' Italia. Lo diventa grazie a una visione lungimirante che già da qualche anno ha portato il Broletto a sviluppare un' agenda digitale articolata. Ma soprattutto per due fortunate coincidenze, che stanno da un lato nell' avere un Capoluogo secondo a nessuno, almeno nel range delle medie dimensioni, nello sviluppo dei servizi tecnologici avanzati, e nella presenza della Multiutility A2A, che per definizione dell' Ad Valerio Camerano è il «principale open innovator per le città del futuro». E non a caso di recente ha costituito A2A Smart City presieduta da Marco Moretti. Tutto insieme porta il territorio bresciano a far da apripista nazionale nella diffusione capillare dei servizi su banda larga. Da ieri la cosa è ufficiale. I primi 28 Comuni bresciani, alcuni grandi e altri molto piccoli, potranno scegliere tra un menù di otto tipi di servizi che vanno dalla connettività wi-fi alla rete LoRaWan per abilitare i servizi smart, dal monitoraggio ambientale alla sicurezza antintrusione, dal building comfort (monitoraggio della staticità di strutture e ponti) al monitoraggio strutturale, dal controllo dell' illuminazione al controllo dell' irrigazione degli spazi verdi (gli ultimi due facoltativi). Sono i primi a fruire di un bando aperto lanciato dalla Provincia in giugno e vinto da A2A Smart City, unica concorrente rimasta dopo che altre società avevano manifestato interesse. Il bando della durata di 7 anni prevede un investimento della Multiutility fino a un massimo di 12,7 milioni con l' adesione di 90 Comuni (saranno 3,5 per i primi 28), una quota annua della Provincia di 15 mila euro e di 273 mila a carico dei 28 municipi, 21 dei quali la pagano aggregati con i risparmi sull' illuminazione e gli altri con fondi propri. Interessati sono pure i 30 della Valsabbia, che non hanno aderito subito in attesa del bando regionale Lumen per finanziare la loro partecipazione. I tempi per l' accesso ai servizi sono molto brevi. Fra tre mesi il primo lotto di sette Comuni avrà la piattaforma digitale attiva, entro sei mesi tutti gli altri. Immediatamente potranno sperimentare i servii di sicurezza antintrusione e monitoraggio ambientale, poi decideranno quali altri adottare pagando un canone. NEL PACCHETTO - spiega Camerano - ce ne sono di pensati su misura per territori turistici (gestione intelligente di mobilità e parcheggi), industriali (uso intelligente dell' energia e dell' illuminazione) e agricoli (sensori per gli impianti di irrigazione già sperimentati in Franciacorta). E altri potranno aggiungersi su una piattaforma tecnologica dalle potenzialità pressochè illimitate. La novità è stata resa nota ieri pomeriggio da Camerano insieme al presidente del Broletto Pier Luigi Mottinelli, al responsabile del settore Raffaele Gareri e al presidente A2A Giovanni Valotti. «Ci siamo assunti la responsabilità di espandere l' eccellenza del Capoluogo agli 1,3 milioni di abitanti della provincia«, dice Mottinelli. «Il nostro obiettivo - aggiunge Valotti - è offrire esperienza e competenze in logica di partnership con istituzioni e Comuni che vogliono innovare i servizi pubblici». Dal punto di vista tecnico, il contratto firmato prevede un' infrastruttura smart a copertura di almeno il 90 per cento dei territori comunali, l' installazione di 165 gateway, di 208 access point wi-fi e la sostituzione degli altri 200 esistenti, la fornitura di 4 sensori IoT per ogni comune (ambientale, antintrusione, building comfort e building estensimetro). Inoltre, la fornitura di altri sensori (smart parking, controllo smart dei lampioni pubblici e servizio di videosorveglianza). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Mimmo Varone