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08/11/2019 - Corriere Adriatico
Trattamento rifiuti «In Italia ci sono pochi impianti e troppe discariche»

LO STUDIO Gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani in Italia sono numericamente insufficienti e mal dislocati sul territorio, costringendo il nostro Paese a ricorrere in maniera ancora eccessiva allo smaltimento in discarica. È quanto emerge dallo studio Il fabbisogno nazionale di trattamento dei rifiuti di Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) che scatta una fotografia della situazione attuale e allo stesso tempo disegna lo scenario al 2035, presentato nel corso della Fiera Ecomondo di Rimini. Nel 2017 in Italia sono state prodotte 29,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (500mila in meno rispetto al 2016). Circa 2 milioni di tonnellate sono state trattate o smaltite in Regioni diverse da quelle di produzione; il flusso viaggia principalmente dal Centro-Sud verso il Nord (il 7% dei rifiuti urbani). Il Nord ha importato il 12% dei rifiuti urbani, pari a 1.680.000 di tonnellate (più 3%) e ha conferito in discarica il 10%; il Centro ha esportato il 16% dei rifiuti (pari a oltre 1 milione di tonnellate), avviandone a discarica il 36%; il Sud ha invece esportato il 7% (il 29% è finito in discarica). «Il problema - spiega Filippo Brandolini, vice presidente di Utilitalia - non è solo di capacità installata, ma soprattutto di dislocazione geografica. Serve una strategia nazionale per definire i fabbisogni che operi un riequilibrio a livello territoriale, in modo da limitare il trasporto fra diverse regioni e le esportazioni, abbattendo le emissioni di CO2. Ecocerved ha stimato che nel 2016 i viaggi dei rifiuti italiani sia urbani che speciali sono stati pari a 1,2 miliardi di km». Nel 2017, sono state raccolte 6,6 milioni di tonnellate di organico (100mila tonnellate in più rispetto al 2016). Circa 1,3 milioni sono migrate principalmente dal Centro-Sud verso il Nord, pari al 22% dei rifiuti raccolti per questa categoria, un aumento di 200mila tonnellate (pari al 5% in più). Inoltre, ci sono anche trasferimenti tra regioni limitrofe per una quantità pari a 400mila tonnellate. © RIPRODUZIONE RISERVATA.