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in collaborazione con P. Review

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01/08/2020 - AVVENIRE
Genova, i punti ciechi del Ponte

Alla vigilia dell' inaugurazione, emergono i limiti della procedura utilizzata per comprimere i tempi Curve troppo strette di accesso al viadotto e insufficiente comunicazione su alcuni aspetti di trasparenza Roma Ricostruire in emergenza richiede un atto di fiducia da parte dei cittadini contribuenti. Che va ricompensato con uno sforzo di trasparenza e responsabilità sociale. Nella storia del nuovo Ponte di Genova suscitano qualche interrogativo apparenti anomalie che - non c' è dubbio - avranno una spiegazione logica. Al momento però non reperibile in nessun documento pubblico. L' urgenza, com' è noto, ha già prodotto un viadotto rettilineo - esattamente come il ponte Morandi - con due curve di immissione a raggio stretto, come quelle vecchie di prima del crollo. Curve che richiederanno probabilmente limiti di velocità assai poco autostradali: solo 80 km/h verso Genova, addirittura 70 km/h verso Savona, come ha scritto il 18 luglio il Sole 24 Ore. Ma non è l' unica anomalia dettata dall' urgenza. Nella fase di committenza dei lavori colpisce ad esempio, che Rina (la holding incaricata della direzione lavori e del controllo qualità della demolizione e ricostruzione) sia stata convocata alle ore 18 del 30 novembre per avviare le negoziazioni sull' offerta, scelta dal commissario (risulta dal decreto 11/2018 del 30 novembre). E che la negoziazione si sia conclusa nella stessa serata (lo afferma il decreto 13/2018 del 5 dicembre), cioè chiudendo in pochissime ore la discussione su un compenso per Rina pari al 5,65% del totale del progetto, con un limite massimo di 14 milioni. Per negoziare invece un altro incarico, da 376mila euro con la società Contecko Ckeck srl per i controlli tecnici preventivi e in corso, invece ci vorranno mesi: la società viene convocata l' 8 aprile, la stipula del contratto arriverà ben 5 mesi dopo. Una spiegazione ci sarà, ma al momento non è dato conoscerla. La 'Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando', in casi di emergenza, lascia ampi poteri discrezionali al commissario, individuato nel sindaco di Genova. Ma la semplificazione non esime la stazione appaltante da tutti i presìdi richiesti in ogni appalto per garantire la trasparenza sull' uso delle risorse pubbliche. Le domande su alcune appa- renti anomalie non hanno per ora risposta: sul sito dell' Amministrazione trasparente del Ponte non c' è ad esempio la proposta fatta da Rina e quelle delle altre aziende, non c' è il contratto stipulato, non ci sono nemmeno i pagamenti, come stabilito dalla normativa anticorruzione. Nel momento in cui ai cittadini si chiede un surplus di fiducia per accettare l' assegnazione diretta e velocizzata di grandi lavori, non c' è stata - per ora - la massima trasparenza dovuta quanto meno per legge. Dentro al sito che doveva essere una casa di vetro, insomma, c' è ben poco da vedere. RIPRODUZIONE RISERVATA Il nuovo ponte e, a destra, la sua carreggiata.

LUCA LIVERANI