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22/07/2019 - La Repubblica
Fraccaro "Se vogliono la crisi per non tagliare i parlamentari ne risponderanno agli italiani"

L' intervista
popolare. Ma il messaggio di un Nord contro il Sud va scongiurato. Il percorso deve favorire l' intero Paese». Così però si ferma tutto. «Per me è il contrario. Dobbiamo scrivere un testo che incentivi anche altre regioni a chiedere l' autonomia, dev' essere una possibilità di crescita per tutti e non una differenziazione tra le regioni. Ai governatori dico: abbandoniamo gli insulti e gli schieramenti ideologici». La Lega romperà sull' autonomia? «Stando ad alcune loro dichiarazioni sembra possibile. Ma per me il governo va avanti. Se fa le cose, certo, come dicono i leghisti. Altrimenti saremo i primi a staccare la spina. Non siamo attaccati alla poltrona, anzi ne vogliamo far sparire parecchie. Dopo decenni di promesse è pronto il taglio dei parlamentari. Fermarsi adesso significa lasciare tutto come è». Accusa i leghisti di essere dei poltronisti? «Io dico che le coalizioni tradizionali hanno sempre tergiversato. Noi siamo diversi e ci manca solo l' ultimo passo. A settembre possiamo realizzarlo, sarà l' esempio di come si può fare l' interesse del Paese. Se invece il governo cade resta tutto fermo. Io non credo che la Lega voglia prendersi questa responsabilità, ovvero non tradurre in atti concreti una promessa che è nel contratto di governo». Le sembra il clima giusto per andare avanti? «Mi sembra che gli italiani non sopportino i litigi continui. Non se li meritano». Salvini mercoledì prenderà la parola in aula sui finanziamenti russi. Ma parlerà dai banchi della Lega. Un atteggiamento rispettoso? «La nostra democrazia deve avere al centro il Parlamento e quindi Salvini è giustamente chiamato a riferire alle Camere. Poi spetta a lui ma, al netto di questo, il governo ha l' obbligo di rispettare l' istituzione parlamentare perché è il fulcro del nostro sistema». Lo dice proprio lei che vuole svuotare la democrazia rappresentativa. «La democrazia diretta significa non relegare i cittadini a mettere una croce sul simbolo ogni cinque anni. Il referendum propositivo che stiamo discutendo segna un rafforzamento della rappresentanza, non il contrario». Intanto i 5 stelle festeggiano la chiusura della finestra elettorale per votare a settembre. «Non esistono finestre temporali, non siamo forze politiche tradizionali. Non lo è sicuramente il M5s. Il governo va avanti solo se fa le cose» Come dice Salvini. «Al di là di una narrazione infondata e semplicistica, su 10 provvedimenti importanti 8 sono nostri». L' autonomia non è irrilevante. «Trovo perfino legittimo che Lombardia e Veneto puntino a ottenere le loro richieste. Ma poi il governo è chiamato a trovare un punto di caduta». In caso di crisi ci sono le elezioni? «Per quanto riguarda il Movimento, sì». Esclude un altro governo magari con il Partito democratico? «Lo escludo, men che meno col Pd». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

DI GOFFREDO DE MARCHIS