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15/05/2019 - La Provincia di Como
A2A punta il Veneto dopo Acsm-Agam

A2A dirige i suoi radar sul Veneto dopo aver consolidato il frammentato paesaggio delle ex municipalizzate lombarde, rilevando la maggioranza di Lgh e diventando primo socio e partner industriale di Acsm Agam, sotto il cui cappello sono confluite le aziende dei servizi di Como, Lecco, Monza e Varese. Un interesse, quello per il Nordest, che si somma a quello per Sorgenia, per la quale A2A ha presentato un' offerta non vincolante in tandem con i cechi di Eph. In Veneto A2A è in corsa assieme ad Agsm Verona e Aim Vicenza per le reti e i clienti di Ascopiave. Un' operazione che si incrocia con le trattative tra le stesse Agsm e Aim per una fusione, rispetto alla quale A2A «è disponibile a dare un contributo» in qualità di «partner industriale», mettendo «a disposizione competenze ed asset» per «far crescere le aziende». Giovanni Valotti, presidente di A2A, rivendica i benefici generati dalle operazioni di integrazione con Linea Group Holding (Lgh) e Acsm-Agam. Con la multiutility di Como e Monza, che ha coinvolto anche quelle di Lecco e Varese, è stata fatta «un' operazione monstre, mai fatta in Italia». La partnership industriale «porterà l' ebitda da poco meno di 60 a 120 milioni e farà aumentare anche dividendi e investimenti», con benefici per i territori coinvolti. Intanto il cda di Acsm-Agam ha approvato la relazione di bilancio al 31 marzo 2019 che si riferisce al nuovo gruppo post fusione realizzata lo scorso 1 luglio 2018, mentre i conti al 31 marzo 2018 si riferiscono al precedente perimetro. Il confronto, avvisa la società, pertanto risulta non omogeneo. Il risultato netto di Gruppo e' stato pari a 8,3 milioni di euro, contro i 9,5 milioni di un anno fa (-12,81%), performance che includeva la plusvalenza di 3,6 milioni realizzata sulla cessione della partecipazione in Mestni Plinovodi, società slovena. L' ammontare complessivo dei ricavi delle vendite consolidate nel primo trimestre 2019 risulta pari a 141,8 milioni di euro, in incremento importante rispetto al corrispondente periodo dell' esercizio precedente (71,4 milioni) grazie principalmente all' ampliamento di perimetro delle attivita' gestite. Sul fronte costi, quelli riferiti al personale, al netto delle poste capitalizzate per investimenti, risultano pari a 10,7 milioni, in incremento rispetto al 2018 (4,8 milioni) per effetto dell' aumento della struttura post operazione. Per quanto riguarda l' evoluzione prevedibile della gestione, il gruppo prevede nel 2019, margini di contribuzione in crescita rispetto a quelli previsti per il precedente perimetro e in linea con le previsioni del Business Plan approvato lo scorso mese di dicembre 2018.