AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
10/04/2020 - Italia Oggi
Concessioni, il valore comprende tutti i servizi

Chiarimento Anac sugli elementi per elaborare l' offerta
Il valore di una concessione deve essere stimato considerando tutti i servizi, anche quelli eventualmente affidabili. Lo ha precisato l' Autorità nazionale anticorruzione (Anac) nella deliberazione del 4 marzo 2020 n. 228. Nel merito, un concorrente formulava istanza di parere all' Anac su una procedura di gara per l' affidamento del servizio di gestione del bar caffetteria della sala convegno di un circolo militare, esprimendo perplessità in ordine alla mancata indicazione del canone demaniale e al carattere di eventualità del servizio ristorante. In particolare, si chiedeva se il valore della concessione posto a base di gara (100 mila euro) fosse sufficiente, non essendovi precedenti da cui ricavare il valore del servizio ristorante, che quindi sarebbe soltanto presuntivo e stimato in base ai prezzi di listino e alle presenze; in secondo luogo, se fosse corretto indicare solo come «eventuale» il servizio di ristorazione, essendo il procedimento per la dichiarazione di idoneità dei locali in corso, ma presumibilmente definito in tempo per l' avvio della gestione. Infine, se fosse corretto separare il servizio da quello dei distributori automatici, che si presenta, a giudizio della stazione appaltante, con caratteristiche diverse in termini di utenza e di fruizione. Al riguardo, l' Autorità ha fatto presente che l' articolo 167 del dlgs n. 50/2016 dispone, al comma 1, che il valore di una concessione, ai fini di cui all' articolo 35, è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto, al netto dell' Iva, stimato dall' amministrazione aggiudicatrice o dall' ente aggiudicatore, quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione, nonché per le forniture accessorie a tali lavori e servizi. La ratio dalla norma, si legge nella delibera, consiste nel garantire che il valore della concessione sia correlato al complesso degli introiti che possono essere ricavati, sotto qualsiasi forma, dal concessionario. L' Anac ha invitato a ricomprendere nel valore della concessione tutti i servizi posti in gara, compreso il servizio di ristorazione, ad oggi valutato come eventuale in quanto sottoposto alla condizione del rilascio dell' idoneità dei locali da parte dell' autorità competente. Questo anche perché la giurisprudenza è concorde nell' affermare che nell' indicare il valore presunto della concessione, la stazione appaltante «laddove impossibilitata per motivi oggettivi a farlo (perché, per esempio, il servizio viene affidato per la prima volta, oppure perché il concessionario uscente non ha voluto fornire il relativo dato), è quantomeno tenuta a fornire gli elementi analitici a sua conoscenza che possano consentire ai concorrenti di formulare un' offerta seria». Nell' intenzione del legislatore, infatti, la corretta determinazione del valore del contratto non solo rileva ai fini della disciplina applicabile (scelta della procedura di gara, importo delle garanzie richieste, livello adeguato di pubblicità, commisurazione del contributo dovuto all' Autorità), ma intende altresì consentire agli operatori economici la possibilità di formulare un' offerta economica più consapevole. Per gli stessi motivi, i concorrenti dovrebbero essere posti in condizione di conoscere l' entità del canone demaniale, quale valore economico di cui tenere conto al fine di produrre un' offerta consapevole e ponderata. © Riproduzione riservata.