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12/07/2019 - Corriere del Veneto (ed. Verona)
Alperia e Dolomiti energia proposta di alleanza con Verona e Vicenza

Aggregazione tra multiutility, si profila un nuovo scenario
VERONA È il tema economico, strategico e perfino «storico» più importante tra quelli oggi in agenda a Verona. Parliamo del futuro di Agsm, vicenda su cui, in queste ore, la tensione è improvvisamente tornata a salire. Nel tardo pomeriggio di ieri c' è stata un' importante riunione del cda della multiutility di lungadige Galtarossa. Sul tavolo, il rapporto della Roland Berger sulle future aggregazioni e sulla scelta del partner industriale. Come previsto, Roland Berger avrebbe indicato A2A Milano, dopo averla comparata con altri due colossi nazionali: Hera e Iren. Tutto come previsto? No. Perché una settimana fa, il 4 luglio, è arrivata una lettera dell' altoatesina Alperia e della trentina Dolomiti Energia, ossia le multiutility del Nord: entrambe, sia pure in termini abbastanza vaghi e generici si sono dette pronte a proporre la propria collaborazione con Verona e Vicenza. Magari, dicono i trentino-altoatesini, coinvolgendo nell' alleanza anche altre realtà territoriali. La lettera sarebbe stata inviata al presidente di Agsm, Daniele Finocchiaro, ed ai sindaci Federico Sboarina e Francesco Rucco, primi cittadini rispettivamente di Verona e Vicenza. Adesso esiste quindi, sia pure in termini ancora molto generici, una proposta alternativa in tema di alleanze. Vale la pena di ricordare come l' aggregazione tra aziende multiutility siano considerate da tutti gli esperti del settore come essenziali per continuare a battersi in un mercato (sia energetico che dei rifiuti) che ogni giorno di più considera fondamentali le «spalle larghe» delle aziende che vogliano sopravvivere. La novità del 4 luglio è però data dal fatto che adesso le strade possibili sono due. E quando esistono due proposte, quasi automaticamente si creano due fronti, anche e soprattutto sul versante politico (che in un' azienda come Agsm, di proprietà del Comune di Verona, è da sempre un fronte fondamentale, sotto qualsiasi tipo di amministrazione). Il confronto è appena all' inizio, ed ancora legato a pure e semplici «idee», soprattutto da Dolomiti (una cui proposta era stata già respinta anni addietro da Verona) e Alperia. Ma già s' intuiscono i possibili schieramenti. A favore di A2A ci sarebbe il mondo più vicino al sindaco Sboarina, assieme a gran parte del mondo confindustriale ma anche ad una parte del Pd. A favore di Dolomiti-Alperia sarebbe invece pronta a schierarsi gran parte della Lega, assieme ad altri movimenti civici di maggioranza. Che fare? Il cda di ieri sera non avrebbe preso alcuna decisione. Ma il tema è stato posto. E potrebbe essere una «mina» politica, non facile da disinnescare. A favore di A2A ci sono le dimensioni (decisamente più ampie quelle dei milanesi, rispetto a quelle trento-altesine) e la disponibilità dell' impianto di smaltimento rifiuti di Brescia, che risolverebbe un problema che ormai sta diventando sempre più pressante per Amia, per Agsm (che ne è la casa-madre) ma soprattutto per i veronesi e per le loro tasse. A favore di Dolomiti e Alperia ci sarebbe invece una maggiore «omogeneità» di dimensioni, che diminuirebbe il rischio, per la nostra Azienda più importante, di essere «fagocitata» dal colosso lombardo. Se ne riparlerà probabilmente a settembre, anche perché, in queste ore, Vicenza sta faticosamente risolvendo una crisi politica interna alla giunta comunale, con i conseguenti ritardi anche nella fusione tra Agsm e Aim: per calmare i nervosismi di Fratelli d' Italia (ala Berlato) il sindaco di Vicenza ha infatti promesso a quel partito di coinvolgerlo maggiormente in questa vicenda, che è fondamentale per Verona ma ovviamente anche per l' economia e per la politica berica. La lettera del 4 luglio scorso di Dolomiti e Alperia introduce una complicazione in più. E sarà fondamentale (per l' economia, per i servizi ed anche, ripetiamo, per la storia stessa della nostra città) trovare la soluzione migliore. Per tutti.

Lillo Aldegheri