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10/04/2020 - Il Gazzettino Treviso
«Ascopiave non si occupi di acqua»

TREVISO Non toccate la gestione
del ciclo dell’acqua, da quella potabile alle fognature. «Facciamo
che questo bene non diventi un
campo in mano alle società private». Raffaele Baratto, deputato di
Forza Italia ed ex presidente di
Ats, parla chiaro. La svolta annunciata da Ascopiave, che col
nuovo nuovo cda guidato sempre
dal presidente Nicola Cecconato
punta ad entrare nel business
dell’idrico e dell’idrico integrato,
lo spaventa. Dire Ascopiave, dopo il mega accordo concluso nel
2019, significa anche dire Hera,
un colosso nel campo delle multiutility. E Baratto qualche timore lo coltiva.
I DUBBI
«Credo - osserva Baratto - che
Ascopiave sia stata finora gestita
bene e che bene svolga i propri
compiti nei settori di sua competenza dove ha maturato expertise che la fanno uno dei principali
player nazionali. Il ciclo dell’acqua, tuttavia è un’altra storia.
Asco deve continuare a focalizzarsi sul proprio core business
senza fughe in avanti che rischiano di compromettere gli interessi della società, dei cittadini e del
territorio». Il deputato Azzurro
ha una convinzione: «L’acqua ed
il suo ciclo devono rimanere
nell’ambito di una totale gestione pubblica. I soggetti che oggi in
provincia svolgono questo compito, ATS e Piave Servizi, offrono
al cittadino un servizio di altissima qualità, capillare ed attento
alle esigenze del territorio». In
questo caso, insomma, “piccolo è
bello”. Soprattutto se piccolo fa
rima con “pubblico” ed è strettamente legato al territorio. È vero
che Ascopiave è controllata da
una Holding governata dai sindaci, ma è altrettanto vero che è una
società quotata in borsa, che deve rispondere a soci e azionisti e
non può prescindere da quelle
che sono le leggi del mercato. E
tutto questo, secondo Baratto,
mal si sposa con un servizio delicato come quello della gestione
dell’acqua.
LA SOCIETÀ
D Pieve di Soligo, sede di Ascopiave, però puntualizzano un paio di questioni. Primo: la società
ha mire che vanno oltre la provincia di Treviso e il Veneto; secondo: Ats e Piave Servizio hanno concessioni di durata ancora
molto lunga. «Ascopiave ha concentrato le proprie attività nella
distribuzione, al momento, di
gas che è il business storico di
Ascopiave. Ma una evoluzione
naturale è quella di guardare ad
altre tipologie di distribuzione.
Come lo faremo? Partecipando,
per esempio, a gare che prevedono la concessione di reti idriche o
che prevedono anche questa assieme a quelle del gas. La scala in
cui intendiamo operare, però,
non è quella locale. Pur mantenendo legami strettissimi con il
proprio territorio di origine e con
i sindaci azionisti, a livello di business Ascopiave è ormai una società di respiro sovraregionale.
Oltretutto, le due società attive
nel trevigiano hanno concessioni
che scadono tra decine di anni.
Inoltre, è proprio la natura di
queste concessioni che vuole che
la maggioranza resti comunque
in mano pubblica, per cui la questione non si pone. Resta invece
valido che Ascopiave guarda con
interesse a una possibile espansione, altrove, anche nella distribuzione idrica per portare la stessa cultura dell’efficienza e gli
stessi risultati positivi che ha saputo ottenere nel gas, nell’esclusivo interesse dei propri soci, in
primis quelli pubblici».
Paolo Calia