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22/07/2019 - Corriere della Sera
«Feriti dalle sue esternazioni Ora un accordo di qualità oppure non firmeremo nulla»

il testo le due regioni
I presidenti di Lombardia e Veneto al capo del governo: si può fare la storia
E gregio presidente del Consiglio, come lei ben sa in questi anni abbiamo lavorato molto per cercare di tradurre in fatti concreti l' aspirazione a una maggiore autonomia delle nostre Regioni. L' autonomia richiesta dai cittadini lombardi, veneti, emiliano-romagnoli vuole cercare di rendere più semplice la vita di chi lavora, studia, vive nelle nostre regioni (...). La nostra vita quotidiana, signor presidente del Consiglio, è fatta di salti a ostacoli contro la burocrazia che complica ogni attività e rende difficile sia fare l' imprenditore sia l' amministratore pubblico (...). Per questo vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai (...). Abbiamo lavorato non centinaia ma migliaia di ore, abbiamo organizzato referendum popolari (quello veneto autorizzato addirittura dalla Corte Costituzionale), abbiamo discusso su ogni tavolo ministeriale e tecnico, non ci stiamo ad essere presi in giro con una discussione che sembra il gioco dell' oca per cui si torna sempre alla casella di partenza. La nostra autonomia si basa su quanto dice la Costituzione, siamo perfettamente in linea con la legge fondamentale dello Stato, la nostra richiesta di avere competenza rispettivamente su 20 e su 23 materie si basa su quanto recita l' articolo 116, terzo comma. Chi afferma il contrario, o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente (...). Avremmo voluto che il presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede da chi evidentemente la Carta l' ha letta soltanto sul Bignami. Favole come quella dei cattivi del Nord, ricchi ed ingordi, che vogliono rubare ai poveri del Sud. Nessuno vuole aggredire l' unità nazionale, nessuno vuole secessioni. Lei sa bene quanti e quali ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa (...). Anzi, nella battaglia di chi combatte a suon di bugie contro l' autonomia c' è proprio l' evidente tentativo di mettere il coperchio a questa pentola di cittadini onesti che ribolle di sdegno, stanchi come sono di dover emigrare per curarsi, per studiare all' università, per trovare un lavoro. Per questo ci sentiamo tutti profondamente feriti quando leggiamo le sue esternazioni, presidente Conte, soprattutto dopo colloqui diretti durante i quali - ricorderà benissimo - abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse, ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate (...). Le nostre Regioni sono in equilibrio finanziario nel comparto della sanità, lei lo sa bene signor presidente, e chiedono che sia possibile assumere subito i medici che servono. È attentare ai pari diritti dei cittadini? (...). I nostri studenti ogni anno assistono alla sarabanda degli insegnanti. Con l' autonomia chiediamo di avere la possibilità vera di poter programmare senza cambiare i programmi di insegnamento (...). Anche questo è attentare ai diritti costituzionali? (...). La Costituzione permette di poter realizzare una autonomia «differenziata» proprio perché riconosce le diversità che ci sono fra zone del Paese. E noi riconosciamo la necessità di avere fondi perequativi garantiti dallo Stato (...). Chiediamo soltanto di poter spendere in autonomia le risorse a noi assegnate (...). Noi restiamo aperti al dialogo con lei, presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla. Signor presidente, arrivi al più presto a trovare una intesa coi ministri, formuli una bozza di intesa seria da proporci, quindi con altrettanta velocità saremo in grado di replicare in modo costruttivo. Al presidente del Consiglio deve essere però chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello che per ora si sta profilando. Lei si assumerà la responsabilità quindi di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi, da risoluzioni dei consigli regionali approvate all' unanimità (...). Presidente Conte, lei ha l' opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica. Se non la scriverà lei, lo farà qualcun altro. Perché la spinta verso l' autonomia e verso la responsabilità nei confronti dei cittadini è ormai inarrestabile.

ATTILIO FONTANA E LUCA ZAIA