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19/07/2019 - Il Cittadino
Il pm: «I bilanci di Genia Spa erano truccati»

L' inchiesta Il fallimento
L' inchiesta sul fallimento della Genia Spa, che vede attualmente imputati 15 ex amministratori della società, circa metà per l' ipotesi di bancarotta fraudolenta e gli altri per quella meno grave di bancarotta semplice, ha portato alla luce il "sistema" che secondo la procura della Repubblica di Lodi ha contribuito a mandare in rovina in pochi anni la multiutility del Comune di San Giuliano Milanese. La prima delle modalità fraudolente contestare a chi era in carica fino alla fine del 2009 è quella del "falso in bilancio", che avrebbe riguardato i conti del 2006, 2007 e 2008, anche con l' intenzione "di ingannare il Comune, i creditori e il pubblico, cagionando un danno di 38.190.800 euro", secondo l' accusa attuato da amministratori della società "al fine di conseguire in ingiusto profitto costituito dalle indennità dei premi di risultato e dai proventi connessi alle cariche". Ma il bilancio gonfiato avrebbe avuto per conseguenza anche che Genia Spa ha pagato tasse non dovute su quasi 900mila euro, dato che secondo la procura nel 2007 / 2008 l' azienda non generava utili e quindi non avrebbe dovuto versare le conseguenti imposte. Inoltre, la mancanza di passività aveva consentito a Genia di ottenere "ingenti finanziamenti". Le bugie contabili secondo l' accusa sarebbero consistite tra l' altro nel contabilizzare i costi di gestione del servizio di distribuzione del gas nel territorio comunale, nel non aver contabilizzato nel 2008 perdite per un milione di euro, nell' aver capitalizzato immobilizzazioni immateriali non valorizzabili per oltre tre milioni di euro, nell' aver indicato in conto capitale gli immobili che il Comune aveva ceduto a Genia, salvo poi riaverli dalla società in comodato, destinando agli immobili ingenti finanziamenti bancari in cambio di contributi minimi dal municipio, il che secondo gli esperti della procura aveva incrementato il debito di Genia spa di 9,4 milioni di euro, "mai riportati nei bilanci di esercizio". Difformità sono poi contestate tra la contabilità generale e quella analitica riguardo ai crediti verso clienti, per un attivo insussistente di 471mila euro, e 2,9 milioni di crediti inesigibili che erano coperti solo per 410mila euro dal fondo di garanzia. La seconda contestazione, in cui la procura ravvisa addirittura il dolo, è nella circostanza che il contratto con il revisore legale Price-Waterhouse-Coopers Spa fu anticipato alla fine del 2006, "allo scopo di sottrargli il controllo sul risultato del bilancio, al fine di poterlo manipolare per ottenere affidamento dal sistema bancario e dai fornitori", secondo i pm. Inoltre, "prima della procedura fallimentare, gli amministratori eseguivano pagamenti preferenziali verso il Comune di San Giuliano Milanese, anche per debiti del Comune verso creditori terzi, a danno di tutti gli altri creditori». n Car. Cat.