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23/05/2020 - L'Arena
Agsm, scegliere gli alleati salvando la «veronesità»

AZIENDE E SERVIZI. Via libera ad aggregazioni dal vertice tra Comune, parlamentari e consiglieri regionali. Con distinguo
Posizioni differenti tra le forze politiche. Finocchiaro e il sindaco: «Nulla di deciso, confronto aperto e la decisione avverrà per gara»
Sì alle aggregazioni tra aziende di servizi, per crescere. Ma con la massima apertura alla migliore scelta del partner industriale e, soprattutto, garantendo nei fatti che il radicamento territoriale e la veronesità di Agsm e i posti di lavoro non vengano compromessi. Ma anche perplessità sulla possibilità di accordo con A2A Milano e Brescia. È quanto è uscito dall' incontro di Agsm e del Comune con i parlamentari e i consiglieri regionali veronesi sul progetto industriale preliminare di aggregazione tra Agsm e Aim e A2A, ma anche sull' iter aperto di confronto con altre eventuali offerte.All' incontro, in municipio, erano presenti il sindaco Federico Sboarina, il presidente di Agsm Daniele Finocchiaro, gli advisor Roland Berger e Gitti. Agsm ha illustrato il preliminare e poi ribadito che con Aim ha inviato ad altre quattro aziende di pubblici servizi come Hera, Iren, Alperia e Dolomiti Energia le informazioni per metterle nelle condizioni di presentare eventuali offerte migliorative. Avranno tempo fino a metà giugno.Erano presenti i deputati del Pd Alessia Rotta e Diego Zardini, della Lega Vito Comencini e Paolo Paternoster, di Fratelli d' Italia Ciro Maschio, anche presidente del Consiglio comunale. Quindi i senatori di Forza Italia Massimo Ferro e della Lega Paolo Tosato, i consiglieri regionali della Lega Enrico Corsi, del Pd Annamaria Bigon, del Gruppo misto Stefano Valdegamberi, del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco e di FdI Massimo Giorgetti, vicepresidente del Consiglio regionale. Il progetto preliminare industriale della MuVen, la multiutility veneta per energia, gas, acqua, ciclo dei rifiuti ipotizzata da Agsm con Aim Vicenza e A2A, punta a un miliardo e mezzo di fatturato e a 938 milioni di investimenti in cinque anni. Nel centrodestra, che amministra il Comune, è la Lega a nutrire le maggiori perplessità su Milano: «Sì ad accordi commerciali con tutte le multiutility pari ad Agsm per condividere acquisti per ottimizzare i servizi salvaguardando l' occupazione», ha detto e ci ribadisce in una nota Paternoster, leghista, già presidente di Agsm, «e come Lega ci batteremo affinché Agsm resti il gioiello della città». Contrario all' accordo con A2A è Valdegamberi, che ci ha inviato pure una nota: «Verona perderà interamente il ruolo di decisore», spiega. «E io propongo un' aggregazione attraverso una rete di impresa con realtà vicine come Vicenza, Mantova, Bolzano, Trento».Finocchiaro e il sindaco hanno ribadito quanto detto più volte nei giorni scorsi e cioè che nulla è già deciso e che, comunque, c' è apertura al confronto con tutti (ci sarà un altro incontro con i parlamentari e i consiglieri regionali e uno lunedì con le categorie economiche) e che la scelta del partner avverrà con una gara.Giorgetti, di FdI ha detto che per la prima volta ha preso visione del progetto e che è presto per un giudizio, ponendo poi il tema delle gare d' appalto dentro e fuori regione Veneto. Il Pd, con Zardini, Rotta e Bigon ha chiesto il massimo dell' evidenza pubblica nella scelta del partner industriale. Il 5 Stelle, con Brusco, auspica che Verona e i dipendenti di Agsm escano vincenti dalla partita. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

ENRICO GIARDINI