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17/10/2020 - IL SOLE 24 ORE
Cdp stringe su Aspi, un veicolo unico con i fondi per accelerare i tempi

Alla Cassa andrà tra il 20 e il 30% della newco ma avrà la governance
Un solo veicolo per promuovere l' offerta sull' 88% di Autostrade per l' Italia. Nelle ultime ore gli advisor di Cdp, chiamata da Atlantia a presentare entro domani, domenica 18 ottobre, una proposta vincolante per l' asset, avrebbero messo a punto un nuovo schema: costruire una bidco partecipata dall' istituzione finanziaria, dai due fondi esteri, Macquarie e Blackstone, e dai possibili compagni di viaggio italiani (ossia le casse di previdenza e Poste Vita) per acquistare la concessionaria autostradale. La ragione? I tempi stretti lasciavano poco margine di manovra ma soprattutto, fatte le opportune valutazioni, si è capito che la partita poteva essere giocata lavorando con un unico veicolo. Tanto più perché il destino di Autostrade è quello di mettere in cantiere nel medio termine un ritorno in Borsa, il che offrirebbe ai soci americani e australiani una way out abbastanza concreta. Lo sbarco a Piazza Affari sarebbe d' altra parte uno dei punti cardine dell' intesa su cui stanno lavorando Cassa e i fondi. Intanto, però, la priorità è mettere a punto la proposta da inviare al cda di Atlantia convocato per lunedì pomeriggio. In quest' ottica ieri in serata i consulenti di Cassa stavano definendo i dettagli chiave. A partire dalla valutazione che, stando alle ultime proiezioni, per l' 88% dovrebbe essere compresa tra 9 e 10 miliardi ma in generale più vicina a 9. Al contempo sarebbero anche state completate le analisi per definire quanto debito può essere caricato nella newco. Al riguardo, tassello centrale è il ritorno all' investment grade di Aspi. Perché ciò avvenga l' indebitamento del veicolo, che evidentemente va sommato a quello di Autostrade, deve essere supportato dal margine operativo lordo della concessionaria. In ragione di ciò la bidco potrà ricevere dalle banche tra i 2 e i 3 miliardi di euro. L' equity, dunque, dovrebbe variare tra 6 e 7 miliardi. Ma quanto metterà sul piatto Cdp? Molto dipenderà dal prezzo finale. Quel che appare certo però al momento è che Cassa avrà meno del 51% ma avrà in mano la governance della società. Potenzialmente potrebbe avere una quota compresa tra il 20 e il 30%, in scia a quanto già detiene, più o meno, in Snam e Terna. E soprattutto risulta anche che, nelle more dell' offerta, ci sarà una sorta di vincolo in capo ad Atlantia: ripagare il debito che ha nei confronti di Cassa. La holding, d' altra parte, con il cash che potrebbe raccogliere dalla vendita di Aspi andrebbe certamente a ridurre se non azzerare il debito "bancario". Unico ostacolo all' approdo sul tavolo del gruppo infrastrutturale dell' offerta targata Cdp e fondi esteri, è proprio la possibilità che Blackstone e Macquarie riescano a completare la procedura di approvazione della proposta entro lunedì. Gli investitori istituzionali hanno regole severe rispetto a simili procedure che impongono il sigillo di più comitati. La stessa Cdp, d' altra parte, al momento non ha ancora convocato il board, anche se ci si aspetta che lo faccia a stretto giro. Come è noto, domenica sera scade l' esclusiva concessa dalla società all' ente. Tuttavia, come è scritto nella lettera che Atlantia ha inviato all' istituzione finanziaria, il cda della holding esaminerà l' eventuale offerta nel tardo pomeriggio di lunedì 19 ottobre. Ciò significa che Cdp ha qualche ora in più per mettere a punto l' operazione o per chiedere una dilazione, minima, dei tempi. Cosa plausibile che tuttavia si scontrerebbe però con la necessità di Atlantia di definire entro lunedì sera se rinviare o no l' assemblea per la scissione di Autostrade. La speranza è che questo non rappresenti uno scoglio al buon esito di una trattativa che ora appare ben avviata. Anche Piazza Affari d' altra parte sembra credere che l' intesa possa essere vicina. Ieri il titolo Atlantia ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 4,7% a 14,6 euro, tornando di fatto ai massimi toccati a inizio settembre. Il mercato sembra dunque ipotizzare che questo supplemento di confronto tra la holding e Cassa Depositi e Prestiti per trovare un' intesa sul riassetto di Autostrade per l' Italia possa essere decisivo. Complice anche il fatto che ieri l' agenzia Bloomberg ha scritto che i Cinque Stelle (da sempre il partito politico più duro nei confronti di Atlantia) sono d' accordo con l' attuale schema di riassetto di Aspi. Sullo sfondo intanto anche Toto Holding e il fondo Apollo sono tornati a farsi sotto con Atlantia: «Intendiamo manifestare nuovamente il nostro interesse all' operazione», hanno scritto in una missiva inviata alla holding infrastrutturale che si chiudeva così: «C' è la più ampia disponibilità ad esplorare una soluzione che coinvolga la partecipazione di Cdp ed eventuali altri investitori nazionali ed internazionali». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Laura Galvagni