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01/08/2020 - CORRIERE ADRIATICO PESARO
Metauro, la portata al minimo vitale «Tra un anno nuove risorse idriche»

Il direttore di Aato sui lavori per i pozzi di Sant’Anna e San Lazzaro. Si punta anche alle falde di Fano •• • L’EMERGENZA FANO La portata del fiume Metauro ha già raggiunto il minimo vitale per la salvaguardia dell’ecosistema: 750 litri al secondo in uscita dall’invaso di Tavernelle. La stagione è siccitosa, si prevede un’assenza di piogge per le prossime due settimane, quindi si ripropone l’emergenza idrica che ha toccato punte acute negli anni scorsi per un sistema di approvvigionamento idropotabile della provincia che dipende dalle acque superficiali e quindi risente delle condizioni meteorologiche stagionali. I divieti da mercoledì 5 All’indomani del provvedimento della Regione Marche che ha disposto, dal 5 agosto al 30 settembre, la limitazione dei prelievi di acqua pubblica dal bacino idrografico del Metauro, da cui dipende per l’acqua potabile gran parte dei residenti della provincia di Pesaro Urbino, il direttore dell’Autorità di ambito territoriale ottimale (Aato), Michele Ranocchi, riferisce che attualmente la portata del Candigliano, che affluisce all’invaso del Furlo, è di 700 litri al secondo e quella del Metauro all’ingresso della diga di San Lazzaro è di 1.000 litri al secondo. Da questo invaso Marche Multiservizi attinge l’acqua per il potabilizzatore di San Francesco di Saltara che rifornisce un bacino di utenza di 225mila abitanti: il prelevamento è di 500 litri al secondo. Il rilascio del minimo vitale per il fiume a valle della terza diga gestione coordinata delle scorte di questi tre invasi, funzionali a sopperire alle situazioni di carenza stagionali. Quello dell’emergenza idrica è un problema cronico di questo territorio per risolvere il quale sono stati programmati interventi volti a integrare e recuperare le risorse idriche. «Si tratta di progetti che richiedono un lungo iter di approvazione illustra l’ingegnere Ranocchi -, alcune di queste soluzioni sono ormai realizzate o lo saranno nei prossimi mesi, quindi auspichiamo di averle a disposizione per l’estate all’apertura dei pozzi di Sant’Anna del Furlo, pressoché completato, e di San Lazzaro, i cui lavori sono previsti in autunno (entrambi nel comune di Fossombrone), a cui si potrà attingere in caso di emergenza, evitando di ricorrere come unica risorsa al pozzo profondo del Burano, che vede sempre sul piede di guerra il mondo ambientalista. L’eventuale attingimento da questi pozzi per il servizio ordinario dipenderà dagli studi sulla ricarica delle falde e gli equilibri delle acque sotterranee del bacino. Le opere sono finanziate con 4,8 milioni della Protezione civile. La pulizia dei tre invasi Il direttore di Aato comunica anche che è ormai prossima l’approvazione del progetto per costruire il potabilizzatore che consentirà di attingere alle ricche falde di Fano eliminando l’alta concentrazione di nitrati che ne impedisce ora l’uso (2 milioni di investimenti finanziati dalla tariffa). In itinere, inoltre, il progetto della Regione, partecipato da vari enti, per la pulizia dei tre invasi di Furlo, San Lazzaro e Tavernelle dai depositi di limo, che hanno dimezzato nel tempo la capienza e, quindi, le riserve idriche. Lorenzo Furlani Il Metauro in secca 700 litri al secondo la portata dal Candigliano all'invaso del Furlo 1.000 litri al secondo all'ingresso dell'invaso di San Lazzaro 750 litri al secondo il minimo vitale per il Metauro, in uscita dall'invaso di Tavernelle DODICIPUNTI L’ingegnere Ranocchi illustra la gestione delle scorte idropotabili per 225mila abitanti Sabato 1 agosto 2020 www.corriereadriatico.it telefono: 0721 31633