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22/10/2019 - Giornale di Desio
Aeb Gelsia e A2A, prove di partnership per il «terzo polo»

MULTIUTILIY, AVVIATO STUDIO DI FATTIBILITÀ
SEREGNO (gza) Un mese e mezzo per definire l' eventuale «matrimonio» fra Aeb e A2A, la società costituita nel 2008 dalla fusione tra Aem Milano, Asm Brescia e Am sa. Giovedì la firma di uno studio di fattibilità per individuare un percorso di crescita comune ed esplorare la possibile costituzione di un nuovo polo lombardo delle multiutility. L' obiettivo della possibile partnership? Rendere il Gruppo Aeb più competitivo sul mercato con il supporto di A2A, valorizzando le eccellenze operative e con un maggiore presidio territoriale. L' iniziativa, annunciata nel pomeriggio di giovedì a mezzo stampa, prosegue la collaborazione fra le due aziende avviata con Gel sia Ambiente nel settore dell' igiene urbana. Lo studio, della durata di 45 giorni, dovrà definire la possibile struttura e le linee guida strategiche della partnership ma anche gli obiettivi industriali e operativi nonché i benefici per gli azionisti e il territorio. «L' Azienda è florida e produce utili ma in una visione strategica del futuro prossimo per crescere avrà bisogno di accompagnarsi dal punto di vista tecnico» spiega l' avvocato Loredana Bracchitta, presidente di Aeb dal 29 luglio. «Nella vendita del gas e dell' energia abbiamo biso Il direttore generale e il presidente di Aeb, Paolo Cipriano e Loredana Bracchitta gno di espanderci e aumentare il numero dei clienti, nella distribuzione le gare verranno prorogate ma non all' infinito e per partecipare è necessario un partner tecnico -finanziario. Nel settore Ambiente è già in essere un accordo con A2A sulla raccolta dei rifiuti che non è la parte più redditizia e dobbiamo pensare anche agli impianti». In questo scenario, a margine di un recente studio con un benchmark di mercato, la holding del Gruppo ha deliberato il percorso di studio con A2A, «non vincolante e con un tempo limitato perché si capisce subito se ci sono i presupposti per andare avanti. Abbiamo informato tutti i soci per trasparenza ma non è un atto dovuto perché si tratta di un atto di gestione. Oggi questo studio è un foglio bianco» che dovrà essere riempito nei prossimi 45 giorni. La possibile (probabile?) partnership dovrà ruotare attorno ad alcuni principi già concordati con la multiutility dell' asse Milano Brescia. Aeb dovrà mantenere la propria identità come «patrimonio del territorio, che è un bene prezioso e intangibile», salvaguardare l' occupazione e l' indotto. Il nuovo «polo delle multiutility» dovrà valorizzare il nome Aeb, avrà il controllo pubblico con una rinnovata governance («Vedremo come») e punterà a rafforzare il Gruppo, anche con acquisizioni per incrementare l' assetto patrimoniale. In parole povere, nessuna fusione né incorporazione e A2A non avrà il 51 per cento del capitale. «Non si vuole fare di nascosto un inciucio con A2A, è una manifestazione d' interesse dell' operatore e rifiutarlo sarebbe stato irresponsabile nei confronti dei soci e degli stessi cittadini. Fra due o tre anni dobbiamo essere un' azienda florida come oggi, a tutela degli utili ai soci e della qualità dei servizi ai cittadini. La nostra aspirazione è che il Gruppo Aeb diventi il terzo polo in Lombardia, non possiamo essere da soli». Loredana Bracchitta aggiunge che in questa fase il confronto è aperto soltanto con A2A («Non si lavora nei due forni») e «con un'estrema collaborazione con le società operative, che hanno dato una risposta positiva. I Consigli di amministrazione? Nessuna urgenza di cambiare, andranno a scadenza» a differenza di quanto si ventilava nei mesi scorsi. Il presidente non ha mancato un accenno al puntuale e inevitabile dibattito nella politica locale: «I politici mi dicano cosa vuol dire rimanere legati al territorio... Ci sta la polemica politica ma questa iniziativa non è questione del Comune e del Consiglio bensì dell'Azienda. Quando avremo scritto il foglio che oggi è bianco, il socio e il Consiglio potranno esprimersi. Al tavolo ci sono i tecnici e così deve essere. Non mi preoccupa il clima animoso della politica locale, perché noi dobbiamo pensare a fare il nostro lavoro. Questo è un mercato talmente competitivo che non ci permette di stare dietro alle strumentalizzazioni politiche».