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02/12/2019 - Il Messaggero
Autonomia, la legge slitta resta il nodo delle Camere

Il nuovo spacca -Italia
La norma Quadro è pronta, ma nel cdm di oggi ci sarà soltanto una "informativa" Mercoledì il vertice di maggioranza Boccia: «Il Parlamento sarà centrale»
IL CASO ROMA Il film assomiglia sempre più a quello già visto con il governo gialloverde. Accelerazioni e frenate continue. Il tema dell' autonomia differenziata chiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, continua ad essere divisivo. Oggi il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, svolgerà nel consiglio dei ministri una informativa sulla nuova bozza della «Legge Quadro» che dovrebbe definire i confini entro i quali le intese tra le Regioni ed il governo dovranno muoversi. Mercoledì, poi, ci sarà un vertice di maggioranza nel quale lo stesso Boccia conta di avere il via libera per presentare il disegno di legge come un collegato alla legge di bilancio già nei primissimi giorni del prossimo anno. È sfumata infatti l' ipotesi di far confluire la «Legge Quadro» direttamente all' interno della manovra attraverso un emendamento da presentare in Parlamento. Una soluzione contestata da più parti. È probabile, infatti, che la legge di bilancio proceda a suon di maxi emendamenti e voti di fiducia per accelerare i tempi di approvazione in considerazione del fatto che la fine dell' anno si avvicina rapidamente. L' ITER Un iter che avrebbe rischiato di sottrarre un tema delicatissimo al dibattito parlamentare. Il ruolo delle Camere resta sempre il punto più delicato della discussione sull' autonomia chiesta dalle Regioni. Durante il governo gialloverde la discussione si era arenata sulla possibilità o meno per il Parlamento di emendare «punto per punto» i testi di accordo negoziati dal governo con i Presidenti di Regione. Ieri Il Messaggero, ha dato conto di una bozza datata 27 novembre ancora ambigua su questi aspetti. Il ministro Boccia ha inviato una nota per precisare che «mai è stato affrontato il nodo di quello che deve fare il Parlamento. Si tratta, infatti», spiega la nota, di valutazioni che il Parlamento fa e farà, interna corporis». Qual è dunque, la procedura prevista dalla «Legge Quadro»? È previsto, spiega la nota di Boccia, «che il ministro sottoscriva uno schema di intesa con i Presidenti delle Regioni, schema subito trasmesso al Parlamento per le deliberazioni che le Camere riterranno di fare; le deliberazioni possono consistere in un atto di indirizzo o n uno o più pareri vincolanti e che, quindi, saranno date con al forma che il Parlamento riterrà di dare entro 60 giorni. Successivamente», specifica ancora la nota, «saranno trasmesse le valutazioni a Regioni e governo che potranno decidere di continuare o meno il percorso sulla base delle indicazioni ricevute proprio dal Parlamento». Insomma, a leggere la risposta di Boccia, sembrerebbe che le indicazioni delle Camere siano vincolanti per il governo. Una volta ricevute devono necessariamente essere accolte, altrimenti le intese si bloccano. In realtà il testo trasmesso a Palazzo Chigi il 28 novembre scorso, identico in questi passaggi a quello del 27 novembre citato dal Messaggero, resta ambiguo. «Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie trasmette», si legge nella bozza del provvedimento, «entro 10 giorni, lo schema di intesa sottoscritto con il Presidente della Regione alle Camere, per le conseguenti deliberazioni parlamentari, da assumere entro 60 giorni dalla trasmissione. Le deliberazioni sono trasmesse al Governo e alla Regione per le rispettive valutazioni, ai fini della determinazione del testo definitivo dell' intesa. Decorso inutilmente il termine, si può procedere comunque alla sottoscrizione dell' intesa». Insomma, si parla di «valutazioni» non di vincoli per governo e Regioni. Andrea Bassi © RIPRODUZIONE RISERVATA.