AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Torna alla rassegna
12/07/2018 - MF
Di Maio detta la linea a Cdp

Per il ministro i nuovi vertici dovranno realizzare la banca per gli investimenti
Domani l' assemblea nominerà il nuovo cda della Cassa. La corsa per la poltrona di ad è tra Scannapieco e Palermo. Savona: il reddito di cittadinanza è compatibile con l' uso dei fondi Ue
Portare in Cassa Depositi e Prestiti manager che utilizzino la spa del Tesoro per sostenere gli investimenti. Alla vigilia dell' assemblea chiamata domani a rinnovare il consiglio d' amministrazione di Cdp ,il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, non nasconde quale compito immagini per la società che gestisce il risparmio postale degli italiani. E in tale direzione il capo politico del Movimento Cinque Stelle vuole che si muovano i dirigenti che il Tesoro si appresta a indicare. Ma sui chi sia «il meglio sulla piazza» che i pentastellati intendono mettere al vertice della Cassa per attuare il programma di governo, le posizioni con il partner leghista non sono ancora perfettamente allineate. Tutt' altro, come dimostrano i continui rinvii. I 5 Stelle stanno puntando sulla candidatura del cfo, Fabrizio Palermo, che potrebbe affiancare l' amministratore delegato come direttore generale (oggi le due cariche sono unificate nella figura di Fabio Gallia) sempre che per il top manager non riescano a strappare la stessa poltrona di ad. Posizione per la quale, invece, il ministro dell' Economia, Giovanni Tria, vede con favore Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, istituzione che con la Cassa lavora da tempo spalla a spalla. Quanto al candidato leghista, l' ex vicepresidente di Intesa Sanpaolo, Marcello Sala, ormai sarebbe fuori dai giochi perché il suo profilo manageriale non rispecchierebbe quanto immaginato dal Mef. Di sicuro, al momento, c' è l' intenzione del governo di fare di Cassa uno dei tasselli della futura banca per gli investimenti per sostenere i territori e che dovrà «usufruire di una esplicita e diretta garanzia dello Stato, con conseguente facilità di reperire risorse per attuare tutte le iniziative che intende intraprendere». A spiegarlo è stato lo stesso Di Maio in audizione al Senato, benché nei giorni scorsi abbia chiarito che non è intenzione dell' esecutivo portare la società sul terreno delle attività bancaria o comunque snaturarne le finalità, provando così a rassicurare le Fondazioni di origine bancaria (socie al 16% di Cdp) che mal vedono operazioni ai limiti dello statuto come potrebbe essere per esempio un intervento in Alitalia. Intanto i giallo-verdi lavorano a un altro dei punti chiave del contratto di governo: il reddito di cittadinanza. L' intervento allo studio intende strutturare il provvedimento in modo da renderlo compatibile con l' utilizzo delle risorse del Fondo sociale europeo. In presenza di misure per le politiche attive, ad esempio la costituzione di comitati per l' occupazione, e non solo sostegno al reddito, si potrebbe attingere al Fondo Ue, ha chiarito il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, sposando le tesi del collega Di Maio, la cui intuizione il professore considera una conferma della volontà di Roma di rispettare i parametri fiscali. (riproduzione riservata)

ANDREA PIRA