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11/01/2019 - Italia Oggi
Progetti opere complesse, il Bim ora è obbligatorio

Innovazione in vigore dal 1° gennaio per importi oltre 100 mln
Dal 1° gennaio è in vigore l' obbligo di progettare opere pubbliche complesse di importo superiore a 100 milioni con il Bim (Building information modelling); necessari piani di formazione professionali e di acquisizione di hardware e software per le stazioni appaltanti. È questo l' effetto dell' entrata in vigore del primo step dell' articolata road map prevista dal decreto 560/2017 che dovrà portare all' integrale applicazione del (Bim) entro il 2025. Si tratta di una delle innovazioni di maggiore importanza contenuta nel codice dei contratti pubblici del 2016 finora confermata dal nuovo governo che, per bocca del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, già nel luglio scorso ebbe a dire: «Il Building information modeling può far fare un salto di qualità agli appalti pubblici. Si possono ridurre drasticamente i tempi di progettazione e i costi di costruzione, ottimizzando la gestione delle infrastrutture realizzate. Ecco perché lavorerò duramente alla diffusione della digitalizzazione nel settore delle costruzioni». In realtà, il governo Conte raccoglie anche i frutti del lavoro dei governi precedenti che avviarono l' implementazione del Bim in Italia, a valle del decreto legislativo 50/2016 (attuando l' articolo 23, comma 13), attraverso un' apposita commissione ministeriale presieduta dal provveditore alle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia-Romagna, Pietro Baratono, che mise a punto i contenuti del decreto ministeriale primo dicembre 2017 n. 560. È in questo provvedimento che, all' articolo 6, comma 1, lettera a) del decreto n. 560, si rinviene l' obbligo di utilizzo del Bim dal 1° gennaio 2019 per i lavori complessi relativi ad opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro. Si tratta di una prima tappa perché il decreto ministeriale entrerà compiutamente in vigore per le opere di qualsiasi importo soltanto dal 1° gennaio 2025 secondo la seguente tempistica: per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2019; per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di a decorrere dal 1° gennaio 2020; per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2021; per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all' articolo 35 del codice dei contratti pubblici (soglie comunitarie), a decorrere dal 1° gennaio 2022; per le opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2023; per le opere di importo a base di gara inferiore a un milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2025. In una prima fase, quindi, si tratterà di un' applicazione obbligatoria destinata alle opere complesse, sostanzialmente ad elevato contenuto tecnologico, ma poi si applicherà indistintamente a tutte le opere. Nel frattempo, nulla toglie che le stazioni appaltanti possano comunque chiedere il Bim anche al di sotto dei 100 milioni, ma a condizione che abbiano predisposto un piano di formazione del personale, un piano di acquisizione o di manutenzione di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi e un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti. © Riproduzione riservata.