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12/11/2019 - Il Sole 24 Ore
«Rischio rallentamenti, meglio partire dai costi storici»

L' INTERVISTAGIOVANNI TOTI
«Concettualmente sbagliato posporre il negoziato sui livelli essenziali»
La definizione dei cosiddetti Lep, cioè i livelli essenziali di prestazioni, previsti nella bozza di legge quadro sulle autonomie per garantire una omogeneità minima di servizi tra le Regioni, rischia di trasformarsi, di fatto, in un fattore di rallentamento del percorso autonomista. È l' allarme che lancia il Governatore della Liguria, Giovanni Toti. La scorsa settimana ha avuto un confronto col ministro per le Regioni Francesco Boccia, che opinione ha della bozza di legge? Ho incontrato Boccia e capisco il suo punto di vista, secondo il quale i Lep possono esser un' unità di misura che rende tutti più tranquilli. Per me non sono un tabù. Vorrei peraltro capire su quali settori vorrebbe applicarli. Perché in sanità, ad esempio, ci sono già: sono i famosi Lea. Ma non so bene a quali altre materie si possano applicare. E mi sembra un percorso assai tortuoso. Non sbagliato, in teoria, ma del punto di vista pratico molto lungo da applicare e in una situazione che politicamente mi pare già molto logorata, visto che aspettiamo da più di due anni un avvio di negoziato. Trovo, poi, che sia concettualmente sbagliato posporre il percorso reale di negoziato sull' autonomia all' individuazione dei Lep. Anche perché questi, con l' autonomia, almeno nella prima fase, non c' entrano nulla. Che percorso suggerisce, dunque? Molto più pratico sarebbe partire da un' autonomia a costi storici. Il che vuol dire che ogni Regione continua a prendere quel che prendeva prima e, se sa amministrare meglio i servizi che gli vengono affidati, ottiene risparmio e maggiore efficienza. Se invece si dimostra incapace, avrà maggiori costi a carico dei cittadini e inefficienze. In questo modo, almeno nei primi anni di applicazione del percorso di autonomia, nessuno prenderebbe di più e nessuno di meno. Poi, mentre transitiamo verso i cosiddetti costi standard, con i quali ogni servizio che viene affidato sarà fissato a un costo benchmark, possiamo portare avanti il ragionamento sui Lep. E quale sarebbe la prima mossa da fare? Aprire i tavoli con le Regioni, con tutte quelle che hanno chiesto un disegno di autonomia diversificato, quindi Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, e poi Toscana e le altre che si stanno aggiungendo, e capire, al costo storico, quale sono le funzioni alle quali lo Stato è disposto a rinunciare e su quali presupposti, quindi, arrivare a un accordo tra le Regioni e mandarlo in Parlamento. Mentre questo iter va avanti, la commissione creata dal ministro individuerà i Lep e il costo unitario per ogni prestazione di servizio, in modo tale che, finito il percorso parlamentare e avviata l' autonomia al costo storico, si potrà cominciare ad applicare i Lep. Boccia, comunque, non pare voler rallentare ma, anzi, chiudere il percorso sulle autonomie in due anni. Due anni mi sembrano lunghi in una media di governi che durano molto meno. Però non poniamo limiti alla provvidenza: si parta. Aver paura dell' autonomia perché il Paese è a due velocità non ha senso. Il ragionamento dovrebbe essere inverso: facciamo partire al più presto l' autonomia perché il sistema che abbiamo, fortemente centralizzato, ci porta ad avere un Paese a due velocità. Che ne pensa della prevista perequazione infrastrutturale? Questo Paese ha in pancia circa 50 miliardi di investimenti pronti a essere attivati, che però non partono. Facciamo pure la perequazione, se i soldi ci sono e si spendono per tutti. Il problema è che non si spendono. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Raoul de Forcade