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23/05/2020 - Il Mattino di Padova
Il "no" ambientalista alla spartizione degli utili ai Comuni

Etra/Il bilancio della multiutility
Legambiente boccia la proposta dei rappresentanti leghisti «La società usi quei soldi per abbassare le bollette per tutti»
Silvia Bergamin / CITTADELLA«No alla spartizione degli utili di Etra (in foto, la sede di Cittadella) tra i Comuni». A scandirlo, forte e chiaro, sono tutti i circoli di Legambiente dell' Alta, dell' Altopiano e del Mediobrenta, e poi Cgil e Spi, e pure i circoli ambientalisti di Carmignano, Nove, Selvazzano, Bassano, Campo San Martino e San Giorgio delle Pertiche. La proposta: «I soldi degli utili vadano per ridurre le bollette, per creare sviluppo sostenibile e nuova occupazione». La proposta di destinare gli utili della multiutility tra i comuni per sostenere aziende e cittadini è partita dagli amministratori leghisti nel pieno dell' emergenza Covid, ma il mondo ambientalista osserva che «se è prassi normale per una società privata che sta sul mercato spartire i dividendi tra i soci, non lo è affatto - e non deve esserlo- per una società pubblica di proprietà dei Comuni».Le proposte partono dall' urgenza di sistemare la rete idrica: «Etra perde mediamente quasi il 40% dell' acqua prelevata dalla falda, caso estremo circa il 70% sull' Altopiano di Asiago, dove l' acqua deve essere innalzata di 1000 metri a forza di energia elettrica dalle fonti di Oliero, e ciò in un periodo in cui per i cambiamenti climatici, per i consumi crescenti, per l' impermeabilizzazione del suolo, per gli inquinamenti e la necessità di portare acqua in altri bacini idrografici, si verificano sempre più frequentemente episodi di carenza idrica e assistiamo a conflitti fra i vari utilizzatori del fiume Brenta, che si contendono la poca acqua prelevabile». Anche sul fronte della raccolta differenziata si può migliorare, per arrivare all' obiettivo di Legambiente, sotto i 75 chili di secco residuo per abitante all' anno. E poi: «Un problema grave, ancora fuori controllo, deriva dalla gestione degli sfioratori o scolmatori degli impianti di depurazione. Una precipitazione atmosferica carica enormemente la portata ai depuratori e se lo sfioratore viene aperto, il liquame esce tal quale e si riversa nelle rogge o nella Brenta». L' appello ai sindaci: «Si ponga fine per sempre a questa pratica spartitoria. Nel caso dovesse comunque prevalere questa richiesta, chiediamo almeno che i soldi rimangano ad Etra, che su indicazione puntuale delle amministrazioni comunali provvederà ad abbassare le bollette per tutti i cittadini». --© RIPRODUZIONE RISERVATA.