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Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

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12/10/2018 - Italia Oggi
Opere, un fondo per la sicurezza

Gli emendamenti al dl Genova. Più tempo per gli accorpamenti nel trasporto locale
Anci e Upi: servono 8 mld per gli interventi urgenti
Un fondo ad hoc per realizzare gli interventi prioritari di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture viarie di comuni e province. E' quanto chiede l' Anci in un emendamento presentato al decreto legge n.109/2018 recante disposizioni urgenti per la città di Genova, per la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e per gli eventi sismici del 2016 e 2017. Alla luce del monitoraggio avviato dal Mit il 16 agosto scorso all' indomani del crollo del ponte Morandi a Genova, sulla base delle schede inviate dagli enti locali al ministero, Anci e Upi stimano in almeno 8 miliardi (3 per le province e 5 per i comuni) le risorse necessarie per realizzare gli interventi di manutenzione urgenti su strade, ponti, viadotti e gallerie. Di qui la richiesta di istituire un fondo specifico il cui fabbisogno verrà determinato con dpcm a valere sul Fondo investimenti rifinanziato all' art.1, comma 1072 della legge di bilancio 2018 (36 miliardi di euro in totale). «Chiediamo una forte assunzione di responsabilità al governo, risorse dedicate e certe e uno stop allo scaricabarile sulle spalle del sindaco», aveva detto qualche giorno fa il sindaco di Cosenza e delegato Anci all' Urbanistica, Mario Occhiuto, in audizione alla camera sul decreto Genova. Occhiuto aveva stigmatizzato l' invito recapitato ai sindaci da alcuni provveditorati alle opere pubbliche in cui si invitavano i primi cittadini a realizzare interventi di messa in sicurezza nonostante la palese la scarsità di risorse a disposizione dei comuni. «Appare chiaro a tutti che si tratta di uno scaricabile a cui noi sindaci non ci presteremo», aveva avvertito Occhiuto. Nel pacchetto di emendamenti depositati nelle Commissioni ambiente e trasporti della Camera, l' Anci chiede anche più tempo per gli enti locali per realizzare accorpamenti d' ambito e cessioni di società controllate o in house in modo da evitare il taglio del 15% dei contratti di servizio nel trasporto pubblico locale. Nella proposta di modifica si prevede che la riduzione delle risorse del Fondo per il Tpl (che ai sensi della Manovra correttiva 2017 scatterà qualora i servizi di trasporto pubblico locale e regionale non risultino affidati con procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre dell' anno precedente a quello di riferimento) non si applichi ai contratti di servizio affidati alla data del 31 dicembre 2019 (anziché 30 settembre 2017 come scritto nel dl 50/2017). E tale slittamento, secondo l' Anci, non dovrebbe valere solo per il territorio della regione Liguria ma per tutti i comuni. In questo modo si consentirebbe agli enti locali soci di rendere conformi gli affidamenti in house ai principi del regolamento comunitario n.1370/2007/Ce in materia di trasporto pubblico locale. L' Anci chiede inoltre modifiche alle norme del decreto che istituiscono l' Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. Ai comuni non piace il fatto che le pesanti sanzioni previste per gli enti locali inadempienti (multe da 5.000 a 200.000 euro in base al numero degli abitanti) possano essere comminate in assenza di contraddittorio. Per questo si chiede che modalità, tempi e misure delle sanzioni siano stabilite tramite decreto ministeriale previa intesa in Conferenza stato-città. Si prevede inoltre un maggiore coinvolgimento dei comuni nella governance dell' Agenzia, elevando da quattro a sei i componenti del comitato direttivo e prevedendo che tre di questi debbano essere nominati dalla Conferenza unificata.

PAGINA A CURA DI FRANCESCO CERISANO