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21/11/2020 - LA VERITÀ
Nomine nelle partecipate, liberi tutti

Le proroghe per l' insediamento di nuovi vertici nelle nostre aziende sono scadute Si rinvia sperando di poter distribuire appalti, commesse o anche di disporre carriere
alessandro da roldC' è un fantasma che circola per i corridori di via XX Settembre, sede del ministero dell' Economia. È quello di Consap, società non quotata che si occupa dei servizi assicurativa pubblici, che da 6 mesi dovrebbe rinnovare i suoi vertici insieme con altre decine di aziende statali. Dopo la conferma mercoledì scorso di Cristiano Cannarsa in Consip come amministratore delegato e la nomina del nuovo presidente Valeria Vaccaro, giovedì si attendevano i nomi anche per Consap. E invece l' assemblea della concessionaria di assicurazioni statali è stata rinviata per l' ennesima volta a giovedì prossimo. Per il ministro dell' Economia. Roberto Gualtieri, il direttore generale Alessandro Rivera e il sottosegretario Pierpaolo Baretta (con delega sulle nomine) si tratta di uno schiaffo da parte della maggioranza giallorossa che sostiene Giuseppe Conte. Del resto da mesi il trio sta provando ad accentrare sul Ministero le decisioni sulle nomine pubbliche, cercando di tenere lontane le mani dei partiti. Non ci sono riusciti. Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, continua a fare richieste. In più i nuovi possibili assetti della maggioranza di governo, con l' entrata di Forza Italia, rendono gli incarichi ottima contropartita. Così fino adesso lo stesso Rivera è riuscito a fare ben poco, dal momento che anche un blitz ferragostano su Istituto poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) è fallito miseramente. Nelle ultime settimane era stato redatto anche un parere da parte del consigliere di Stato Gerardo Mastrandrea, commissionato dal Mef, dove si spiegava che i termini della prorogatio erano ormai terminati. Le nomine dovevano essere imminenti, pena la nullità degli atti approvati dai rispettivi consigli di amministrazione. Per Consip la situazione si è sbrogliata, anche per la necessità che la centrale acquisti della pubblica amministrazione non si fermasse in piena emergenza sanitaria. Per Consap, come per le altre partecipate statali, c' è stato l' ennesimo spostamento. Caso vuole che il rinvio della concessionaria assicurativa presieduta da Mario Masi, coincida con l' imminente approvazione alla Camera dell' emendamento presentato da Valeria Valente, storica renziana rimasta nel Pd. Il provvedimento è ormai in discussione da settimane tra senato e Montecitorio. Prevede un' ulteriore proroga dei consigli di amministrazione fino al 15 dicembre, ma soprattutto concede una sanatoria su tutto il pregresso di questi mesi. Ma il problema non è tanto questo, quando la previsione della ratifica a priori di ogni determinazione dei consigli scaduti, anche di straordinaria amministrazione, assunta entro il 15 dicembre. Questo significa che i board delle non quotate - nell' incertezza della conservazione delle poltrone consiliari o, peggio, nella certezza della loro perdita - potranno ritenersi liberi di distribuire appalti, commesse o anche di disporre carriere o di modificare assetti aziendali senza alcun limite: in Consap lo si è visto per le consulenze a Deloitte e Mercer.Per averne la controprova sarà sufficiente vedere cosa delibereranno, di qui al 15 dicembre, i consigli delle società partecipate scaduti a primavera. E soprattutto, quali conseguenze avranno sul futuro delle aziende. Dai nomi dei vertici che saranno scelti si capirà qualcosa sul futuro del governo: lo stesso Masi confida nella proroga per rimanere in sella. Del resto Conte aveva tenuto il dossier nel cassetto per rimanere più a lungo a Palazzo Chigi. Ipotesi, questa, a cui in tanti nei palazzi romani iniziano a credere sempre di meno.