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15/05/2019 - Il Messaggero
Lavori, lo sblocca cantieri slitta ancora Ance: persi 70 miliardi di investimenti

IL PROVVEDIMENTO ROMA Il decreto sblocca cantieri, su cui il governo conta per rilanciare la crescita economica, frena ancora. Intanto sulle norme arriva la bocciatura del presidente dell' Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, che avverte: contiene misure pericolose. Il provvedimento arriverà in aula al Senato solo dopo le elezioni europee, martedì 28 maggio. «Allunghiamo l' esame perché l' analisi venga fatta con i tempi giusti - ha spiegato il capogruppo 5 stelle a palazzo Madama, Stefano Patuanelli-. C' è la volontà di lavorare anche con l' opposizione per migliorare il testo». «I ritardi sono conseguenza dell' ennesimo scontro all' interno della maggioranza e della rissa tra i due vicepremier», attacca invece Fratelli d' Italia. Nel frattempo i gialloverdi sono pronti a modificare di nuovo la soglia del subappalto, portata nel testo dal 30% al 50% dei lavori. Il limite potrebbe essere fissato al 40% e a cambiare saranno anche i tetti per la procedura negoziata che dovrebbe essere di nuovo alzata da 200mila a un milione di euro. Solo al di sopra di questo limite scatterebbe quindi l' obbligo di gara. I rilievi dell' Anac. «Lo sblocca-cantieri ha vari aspetti problematici - afferma Cantone a Skytg24 - semplifica gli affidamenti sotto i 200mila euro, che sono tantissimi negli enti locali, e questa è una norma pericolosa». Il decreto, continua, «prevede eccessive deroghe ai commissari di governo. Poi c' è la norma sui subappalti che ha una serie di rischi collegati alle infiltrazione mafiose ed è pericolosa sul piano della qualità delle opere». Inoltre secondo Cantone il provvedimento non servirà per rilanciare le grandi infrastrutture. «C' è poco», taglia corto. Fino «a 200mila euro - prosegue - si lasciano mani libere, oltre questo tetto ci sono procedure ipergarantite: non mi sembra che sblocchi». Critiche alle norme sui cantieri arrivano anche dalla Corte dei conti: ci sono troppe deroghe e troppe modifiche. «Torniamo all' ordinarietà, dà certezza. Sono più le deroghe che le regole», è l' invito del presidente dei magistrati contabili, Angelo Buscema, che denuncia anche «un certo sgomento» degli operatori per il continuo cambio delle norme. In Italia esistono 42.000 stazioni appaltanti, «è una cifra spaventosa. C' è bisogno di ridurle», sottolinea ancora Buscema. Sulla stessa linea l' Ance, l' associazione dei costruttori: «Vogliamo le regole ma che siano semplici e facilmente comprensibili», afferma il presidente, Gabriele Buia. «I costruttori hanno perso la fiducia. C' è stato un calo degli investimenti negli ultimi dieci anni di 70 miliardi. Vogliamo credere alle promesse ma non abbiamo più tempo», è ancora la denuncia di Buia, che chiede al governo certezza delle risorse e programmazione stabile nel tempo. L' Ance giudica poi «deleteri i continui ripensamenti sulle priorità da finanziare». La programmazione delle infrastrutture strategiche, ricordano i costruttori, è stata modificata 5 volte negli ultimi 8 anni. «La questione non riguarda solo la Tav o le altre grandi priorità strategiche ma anche le opere più urgenti di manutenzione del territorio e per la sicurezza degli edifici scolastici». Nelle ultime tre leggi di bilancio, dice ancora l' Ance, sono stati stanziati per le infrastrutture 150 miliardi, ma ne sono stati spesi solo il 4%. Inoltre dal 2014 su 51 miliardi di fondi Ue disponibili ne sono stati impiegati solo 10. Jacopo Orsini © RIPRODUZIONE RISERVATA.