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16/09/2020 - CORRIERE DELLA SERA
Piazza Trento, restyling al vaglio Via libera alla torre inclinata A2A

il progetto la nuova sede milanese del gruppo
Laghetto, museo e terrazza aperti alla città. «Prima cerniera con lo Scalo Romana»
Inclinata di qualche grado, quasi una moderna torre di Pisa alla milanese. Primo grattacielo di Milano Sud, primo tassello dello scalo Romana, primo «approccio» della città al futuro Villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026 sulle ex aree ferroviarie. È stata presentata lunedì alla città la futura «torre-faro» dell' A2a, nuova sede milanese per 1.500 lavoratori. Un edificio ambizioso e simbolico da 144 metri di altezza in viale Isonzo, affacciato su piazza Trento. Proprio lo slargo lungo la circonvallazione della 90-91 - un non luogo della città da riqualificare in parallelo alla costruzione verticale - dovrà diventare la prima «cerniera» di collegamento tra il centro e lo Scalo, creando una nuova direttrice Nord-Sud, da via Crema alla Fondazione Prada, con cui la torre dialogherà oltre i binari. Il palazzo A2a sarà dunque l' anima dello spazio pubblico rigenerato con il suo laghetto alla base a testimoniare l' importanza dell' acqua per l' azienda, con un Museo dell' energia a fianco degli edifici oggi già esistenti e poi alberi, corti milanesi, caffetteria e belvedere, oltre a un giardino rialzato a «spezzare» la torre al centro, all' altezza di 60 metri, aperto alla città. Presentato davanti al Municipio 5, il progetto preliminare dello studio di architetti Citterio-Viel (molto attivo da Cascina Merlata a Porta Nuova) è già passato in Commissione paesaggistica - dove ha ottenuto il via libera per le costruzioni ma anche la necessità di una revisione per quanto riguarda gli spazi urbani esterni e viabilistici - e dovrà ripassare dal Municipio per una delibera di parere prima della Conferenza dei servizi del 25 settembre. Proprio il tema urbanistico ha fatto discutere i consiglieri di zona, dato che l' attuale progetto prevede un' interruzione della viabilità della 90-91 da piazzale Lodi verso Ripamonti in piazza Trento (una delle sette aree di cesura identificate dal Comune, da Maciachini a Lotto, da Romolo a Loreto, da Corvetto a piazzale Abbiategrasso). La creazione del corridoio Nord-Sud tra via Crema e viale Isonzo prevede lavori per un nuovo sagrato della chiesa all' angolo con via Piacenza, piantumazioni, percorsi ciclo-pedonali, una pergola multiservizi al centro con connessione wi-fi , scalinate, aree cani e la deviazione della strada ad alto traffico, che sembra, appunto, il passaggio più critico del restyling . Come spiegato dai tecnici dell' Urbanistica del Comune il progetto punta a sviluppare l' idea strategica di una Milano policentrica, con edifici landmark di riferimento in un quartiere che dovrà necessariamente connettersi con la Fondazione Prada, la zona di Symbiosis (centro direzionale con la sede di Fastweb), The Sign e Vitae, progetto vincitore di Reinventing cities, il concorso internazionale della rete C40 che prevede lo sviluppo di progetti integrati di rigenerazione urbana, dove saranno costruiti spazi per l' istituto di oncologia Ifom. La torre dell' A2a - dalle sembianze di un' imponente ciminiera di vetro - sarà il primo vero grattacielo di tutta Milano Sud. Dopo i suoi 144 metri, ci sono gli 89 della Torre Porta Romana in via Filippetti e i 60 metri circa delle torri del Gratosoglio e di via Scheiwiller, oppure della Antonini, della Mangoni e di via don Rodrigo. E infatti il forte valore simbolico del progetto è stato uno degli elementi più convincenti e condivisi dai cittadini e dai consiglieri intervenuti, i quali hanno invece sottolineato altri nodi, come la necessità di più posteggi (l' operazione prevede un taglio da 239 a 111 posti su strada), di mantenimento del traffico veicolare sulla circonvallazione e di tempi richiesti troppo stretti per dare il parere, anche alla luce del fatto che non è possibile conoscere a monte l' integrazione del progetto negli scenari futuri dello Scalo Romana, forse la più delicata delle aree ferroviarie, dove sarà ospitato il Villaggio olimpico dei Giochi invernali 2026 e che in futuro vedrà un mix funzionale di residenziale, studentati, uffici e spazi pubblici da parte delle società interessate a gestire la transizione (come Coima e l' ex Beni stabili Covivio).