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in collaborazione con P. Review

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09/11/2018 - Giornale di Brescia
Un euro in bolletta «vale» 2.000 bottigliette

L'acqua non è gratis. Le normative comunitarie impongono la salvaguardia e il rispetto della risorsa idrica e la presenza di un'autorità di regolazione del servizio al di sopra delle parti. In Italia tutti i gestori, pubblici, privati, misti, applicano una tariffa determinata dai criteri definiti da Arera, l'autorità nazionale. «L'acqua non è gratis - spiegano da Utilitalia -. Un accesso gratuito ne comporterebbe inevitabilmente uno spreco». In Italia però l'acqua costa meno che negli altri Paesi, anche se la qualità è allineata agli standard europei (è al quinto posto in Europa per qualità dell'acqua del rubinetto). A Copenhagen si pagano 5,46 euro al metro cubo, a Berlino 5,30, a Oslo 4,24, a Parigi 3,48, a Londra 2,89. Nel Bresciano, con la pianificazione degli ultimi investimenti, si sfiorano i 2 euro al metro cubo. Tanto? Poco? Un euro al metro cubo significa pagare un euro per mille litri di acqua, vale a dire un euro per qualcosa che equivale a 2 mila bottigliette di plastica da mezzo litro. Vero è che la tariffa è stata per anni ferma. Questo perché gli investimenti su acquedotto, fognatura e depurazione erano bloccati. La tariffa non serve solo a pagare i litri di acqua consumati, ma copre i costi necessari a garantirla in tutte le case, a raccoglierla e depurarla. Oggi il sistema tariffario si basa infatti sul meccanismo del full cost recovery, che prevede la copertura integrale dei costi di gestione (investimenti compresi) mediante la tariffa. Sistemare le perdite degli acquedotti, costruire nuovi depuratori. Sono tutti investimenti (milionari) che devono essere spalmanti sulle bollette dei bresciani. Prima che arrivino le multe Ue: 2 milioni di quota fissa, più una multa giornaliera tra i 20 mila e i 200 mila euro.