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02/12/2019 - La Repubblica (ed. Bologna)
"Il governo ascolti l' Europa liberiamo l' energia davvero"

Parla Marco Bernardi, presidente di Illumia
L' Emilia che vorrei Cosa pensano gli imprenditori Intervista di Marco Bettazzi Chiede al governo di aprire concretamente il mercato libero dell' energia e al Comune di rilanciare l' area di via Carracci. «Finora è una specie di cantiere » , spiega Marco Bernardi, presidente di Illumia, che dopo una crescita veloce punta a raggiungere i 500mila clienti nel 2023. Come va Illumia? «Illumia è un animale molto giovane, con 10 anni di vita, che ha avuto una forte crescita fino ad attestarsi nel 2018 attorno al miliardo di fatturato, mentre i clienti sono oltre 300mila in tutta Italia. Il 2019 ha visto una serie di operazioni che daranno i suoi frutti soprattutto nel 2020, tra cui un nuovo segmento di mercato in cui entreremo presto, oltre alla spinta che verrà da Wekiwi, la nostra controllata che lavora solo online, con cui siamo appena sbarcati a Parigi, e al servizio Internet sviluppato con Open Fiber». Sono cresciuti anche i dipendenti? «Siamo aumentati del 10% l' anno, oggi siamo quasi 200, di cui 150 a Bologna, nella nuova sede di via Carracci. Abbiamo una struttura che già oggi potrebbe gestire il doppio dei clienti, fra l' altro con un' età media molto bassa, attorno ai 32-33 anni». Prendete giovani per pagarli poco? «No, abbiamo una nostra policy, li assumiamo tendenzialmente a tempo indeterminato con un minimo di 1.100 euro netti al mese, poi li formiamo e li facciamo crescere al nostro interno. Quando facciamo i colloqui, ancora prima della competenza cerchiamo un' attitudine alla velocità e al cambiamento, fondamentale in un mercato in cui ci sono 400 delibere dell' Autorità per l' energia all' anno. E poi abbiamo un' offerta di welfare per cui siamo stati premiati: abbiamo mille euro per ogni figlio nato, cure sanitarie, viaggi, ma anche le sale relax con biliardino e ping pong, il lavasecco a domicilio, l' autolavaggio, il servizio consegna pacchi in azienda o la spesa a domicilio». Dove volete arrivare? «Il nostro piano industriale prevede una crescita organica di 20mila clienti l' anno, ma a questa si sommano le operazioni straordinarie. L' obiettivo è di arrivare entro il 2023 a più di 500mila clienti. Ma una reale apertura del mercato potrebbe farci arrivare anche al doppio». Perché "reale"? «Perché oggi il mercato dell' energia è solo tecnicamente aperto, ma solo il 40% dei clienti è passato al mercato libero, perché non c' è stata un' azione governativa di incentivo, tra l' altro prescritta da una direttiva europea. E invece in Italia ci sono state proroghe su proroghe, tra cui l' ultima ipotizzata dal governo pochi giorni fa. Così è anche difficile investire». Restate piccoli tra giganti come Enel, Eni e anche Hera «Siamo i primi tra i privati italiani. Sopra di noi ci sono 12 operatori sul mercato retail, per il 90% legati a municipalizzate o allo Stato. Il nostro vero competitor, dunque, è lo Stato stesso. È una lotta clamorosamente impari, da Davide contro Golia». Spesso gli operatori sono al centro di polemiche per pratiche scorrette. Voi come controllate? «È un problema reale. Noi facciamo varie cose che si potrebbero estendere a tutti: ci facciamo certificare dalle associazioni di consumatori i rapporti con le agenzie, per i call center lasciamo pubblici i numeri, che così possono essere verificati online, e poi spingiamo da tempo per creare un albo dei venditori, che potrebbe essere esteso anche ai call center». Sono circolate voci di riassetto. La famiglia Bernardi vuole vendere? «Sono voci che hanno sorpreso anche noi. Ogni 2-3 anni diamo l' incarico a un advisor di misurarci e abbiamo dato come indicazione di valutare una possibile quotazione in Borsa o l' apertura del capitale a terzi. Ma per ora è pura accademia, non abbiamo nulla in previsione a breve». Siete anche sponsor del Bologna, perché? «Siamo l' unico sponsor a essere sulla maglia da cinque anni consecutivi. Dopo essere cresciuti abbiamo pensato di ridare qualcosa al territorio dove siamo nati e così abbiamo deciso di destinare il 2 per cento degli utili a iniziative locali. Abbiamo fatto "Imprese riuscite", che grazie a testimonial come Donadoni, Jury Chechi o l' arbitro Rizzoli ci ha consentito di donare 70mila euro a tre associazioni benefiche. Poi sosteniamo il Teatro Comunale e la Fondazione Sant' Orsola, oltre che la squadra di rugby Giallo Dozza». Cosa chiedete alla politica locale? «Beh, potrei sollecitarla a sbloccare l' area dove abbiamo la nostra sede: ora è una specie di cattedrale nel deserto. Speriamo che i lavori si completino in fretta, anche per dare un po' di respiro alla Bolognina. Altrimenti il rischio di un cantiere perenne è che diventi un ricettacolo di problemi e degrado sociale». © RIPRODUZIONE RISERVATA L' area dove abbiamo la sede è una specie di cattedrale nel deserto. Speriamo che i lavori si completino in fretta.