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09/10/2019 - La Tribuna di Treviso
Asco, per obbedire ai giudici nasce l' assemblea speciale

PIEVE DI SOLIGO. Un' assemblea speciale, dei soli soci pubblici della holding - cioè i comuni che detengono il 99,5% del capitale azionario, e che diventerà il nuovo organismo societario ratificato da apposta modifica dello Statuto.È così, con questa nuova creatura che dovrà di fatto rappresentare la formula del controllo pubblico sulla holding, che AscoHolding, con il presidente Giorgio Della Giustina, vuole obbedire alla sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso avverso la sentenza di primo grado che aveva dato ragione a Plavisgas, la cordata degli imprenditori veneti con ad Marchetto e i soci Malvestio, Stefanato, De Bortoli, Codognotto, Dal Mas. Tutto era nato dalla riforma Madia, e dalla mancata fusione in Ascopiave contestata dai privati. La novità societaria - un' autentica rivoluzione nella storia di Pieve di Soligo - appare nell' ordine del giorno della prossima assemblea convocato in prima chiamata domani, ma in seconda il 25 ottobre prossimo.È il passaggio con cui il consiglio di amministrazione conta di chiudere una volta per tutte il lunghissimo contenzioso con Plavisgas, culminata in uno scontro giudiziario a più livelli (penale, civile, amministrativo), fino al recesso di Plavisgas, che oggi detiene solo lo 0,5% del capitale e che ha ricevuto quasi 50 milioni di liquidazione per il suo 8,1% ceduto. In sostanza, l' assemblea vuol essere, negli intenti del presidente Giorgio Giuseppe della Giustina e del cda (i consiglieri Zoppas, Rizzetto, Bonotto e Cappelletto), lo strumento per superare la situazione lamentata dalla sentenza del Consiglio di Stato, che rilevava come la polverizzazione delle quote sociali fra i comuni soci (da 0,10 a 2,2% prima del riassetto legato all' esercizio del diritto di recesso), rappresentasse un chiaro quadro di «azionariato pulviscolare», senza dunque configurare un minimo «assetto di controllo», nella fattispecie «di natura pubblica». E la stessa sentenza dei giudici amministrativi romani suggeriva appunto senza mezzi, patti parasociali e organismi speciali che «sancissero apertamente il controllo pubblico» della casa madre di Pieve.Curiosità: i bene informati dicono che la novità statutaria sia nata stavolta "in casa", coinvolgendo alcuni sindaci o ex amministratori di comuni soci. Questo perché le consulenze legali esterne del passato - anche plurime - avevano seminato malumori in casa Lega e Pd? --A.P.