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22/10/2019 - MF
Tononi, la successione e gli errori da non ripetere

Oggi è probabile che le Fondazioni di origine bancaria si orientino nell' indicazione del candidato alla successione di Massimo Tononi alla presidenza della Cassa Depositi e Prestiti, in previsione della riunione del cda del 24 ottobre. La designazione è statutariamente di competenza delle Fondazioni, che partecipano al capitale della Cassa con il 16% circa. Tononi oggi potrà illustrare le difficoltà incontrate nell' esercizio della carica e, comunque, la decisione presa di rassegnare le dimissioni. Sarà un momento illuminante. In ogni caso, le dimissioni sono l' ennesima conferma che nella Cdp occorre por mano alla revisione della governance e, in particolare, ai rapporti tra gli organi deliberativi, in specie tra il presidente e l' ad. Il totonomine messo in moto in queste settimane per la successione ha sfornato diversi nominativi, alcuni autopromossi e qualche altro pressoché ottantenne che non può essere la giovane speranza della Cdp. La designazione deve essere coerente con il rafforzamento del ruolo della Cdp, con l' esigenza di mettere ordine nelle molteplici partecipazioni, con la necessità di delineare con chiarezza l' asse strategico dell' Istituto e di precisare, una buona volta, la missione, ora diluita in mille rivoli. In particolare, è urgente un chiarimento sui rapporti con Tim, a cui la Cdp partecipa con un apporto di minoranza, in relazione agli sviluppi di cui di tanto in tanto si parla riguardanti anche il rapporto con Open Fiber e la possibilità, verificandosi determinate circostanze, che essa assuma, con un' operazione di aggregazione che riguardi la sua presenza maggioritaria proprio in quest' ultima società, un ruolo rilevante nella stessa Tim. Fin qui, come si evince dalle cronache, la Cassa ha fatto bene a tenersi distante, secondo quel che viene segnalato, dalla designazione per la presidenza di Tim dell' ex Direttore generale della Banca d' Italia Salvatore Rossi, anche perché, essendo pure un intermediario finanziario non bancario, la Cdp è soggetta alla Vigilanza della Banca d' Italia, con tutte le conseguenze che ne discendono. Semmai il problema si porrà allorché la partecipazione in Tim dovesse diventare rilevante. In ogni modo, sarà opportuno che oggi le Fondazioni compiano un esame complessivo dell' operare della Cassa, congiuntamente alla indicazione, come si è detto, del personaggio che succederà a Tononi che viene individuato con un largo consenso in Giovanni Gorno Tempini, il quale ha una approfondita conoscenza della Cassa, avendovi svolto le funzioni di amministratore delegato nonché una esperienza nel campo sia del «pubblico», sia del «privato» e del terzo settore; da ultimo, tra l' altro, al vertice della Fila, nel consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, in quello di Avio, già alla testa della Fondazione fiera di Milano e tuttora di quella per la ricerca sui tumori. Se si hanno presenti i criteri per la selezione di una tale nomina indicati da Francesco Profumo, presidente dell' Acri - capacità di tenere rapporti istituzionali ai vari livelli, idoneità a rafforzare le competenze industriali della Cassa, cultura finanziaria, autorevolezza ed esperienza - si può dire che Gorno Tempini risponde pienamente a tali requisiti. Naturalmente anch' egli sarà poi giudicato per il modo in cui contribuirà allo sviluppo della Cassa, alla soluzione dei problemi ora indicati, a cominciare dalla governance e dalla organicità e stabilità del mandato. La Cassa non può diventare un nuovo Iri, né può compiere operazioni che rischino di riportarla nel perimetro del debito pubblico. Deve prioritariamente tutelare il risparmio postale che impiega. Per il resto, è ampio lo spazio per il rafforzamento e la rispondenza agli interessi generali che ora si concretano nel rilancio della crescita e degli investimenti. L' uscita di Tononi è un colpo duro per la Cassa. Adesso si tratta di operare per non subirne i danni. (riproduzione riservata)

ANGELO DE MATTIA