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16/09/2020 - LA STAMPA
Dall' acciaio di Piombino ai frigoriferi Lo Stato nelle aziende per il rilancio

le strategie del ministero dello sviluppo e il ritorno della mano pubblica
Invitalia: trenta milioni per Jsw. Un polo dei compressori per il salvataggio dell' Embraco
claudia luise Embraco, Riva di Chieri. Acc, Mel. Jsw Steel, Piombino. Tre aziende simbolo di una crisi arrivata da lontano, con investitori stranieri che prima acquisiscono gli stabilimenti e poi delocalizzano, accomunate dalla necessità di un piano industriale urgente. La svolta arriva dalla decisione del Mise di entrare nel capitale attraverso il fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, in due settori strategici per la manifattura italiana: l' acciaio e il bianco. È l' ultima chiamata per dare un futuro all' ex Embraco di Riva di Chieri e ai suoi 406 lavoratori. Una speranza aggrappata al piano elaborato dall' amministratore straordinario della ex Acc di Mel: le due società si fonderanno in una newco, la Italcomp, che ha l' ambizione di diventare il terzo polo europeo di compressori per l' industria del freddo. Complessivamente la prospettiva è di produrre 6 milioni di compressori all' anno e le ipotesi di fatturato al 2025 sono di 154 milioni con un Ebitda di 8,7 milioni. Teoria a cui dovrà seguire la pratica per decretare il successo o il fallimento del piano. «È un ricongiungimento - racconta Castro - l' impianto di Chieri nasce come Aspera e fu proprio questa azienda a metà degli anni '60 a costruire il sito di Mel nell' ambito degli interventi di reindustrializzazione dopo la lacerante tragedia del Vajont» . «L' investimento totale previsto - spiega la sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde - è di 50 milioni». Venerdì prossimo è in programma un incontro a Belluno, a inizio ottobre un tavolo congiunto. Ma lo Stato ha deciso di fornire una spinta per rilanciare anche un altro polo siderurgico da anni in sofferenza: Piombino. L' operazione passa per il nuovo piano industriale che JSW Steel Italy ha presentato e prevede un investimento iniziale di 84 milioni di euro, di cui 30 finanziati da Invitalia. Sono previste due fasi: la prima, a breve termine, punta ad efficientare gli impianti di laminazione, completare la gamma prodotti e far tornare l' azienda ad una redditività soddisfacente. La seconda fase, a medio termine, ha come obiettivo nel prossimo quinquennio il ritorno alla produzione dell' acciaio attraverso l' utilizzo del forno elettrico e alla costruzione di un complesso industriale multicentrico che preveda anche attività di logistica, manufacturing e ambiente da realizzarsi con selezionati partner finanziari e dei singoli settori, tra cui Fincantieri. - © RIPRODUZIONE RISERVATA ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO I lavoratori di Embraco lottano per la sopravvivenza della fabbrica.

CLAUDIA LUISE