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23/09/2020 - MF
Niente opa per Patrimonio Cdp

Governo scalabili le imprese salvate con il veicolo per le ricapitalizzazioni
Lo prevede una bozza, datata 7 agosto, del decreto attuativo del dl Rilancio Partecipate di Stato escluse dagli aiuti
L' intervento di Patrimonio Destinato in società quotate si dovrà fermare subito prima della soglia dell' opa. O almeno questo è ciò che prevede una bozza del decreto attuativo dell' articolo 27 del dl Rilancio, che istituisce un nuovo veicolo da 44 miliardi di euro, gestito da Cassa Depositi e Prestiti, per intervenire nel capitale delle imprese sopra i 50 milioni di fatturato in caso di difficoltà dettate dall' emergenza sanitaria. Il documento, in realtà, è datato 7 agosto e ha costituito l' avvio di una fitta interlocuzione tra ministero dell' Economia e gli uffici della Dg Concorrenza a Bruxelles. Confronto culminato la scorsa settimana con l' ok della Commissione Ue allo schema di decreto predisposto a Via XX Settembre, che si divide in quattro tipologie di interventi: conferimenti in capitale; obbligazioni obbligatoriamente convertibili; obbligazioni convertibili su richiesta del beneficiario o dell' obbligazionista; debiti subordinati. La norma sull' intervento sotto la soglia d' opa rientra tra i criteri per l' operatività dello strumento a condizioni mercato. Tra i paletti, dettati dalla natura temporanea e di minoranza del nuovo strumento, è previsto che Patrimonio Destinato, detto anche Patrimonio Rilancio, «di norma» non debba designare componenti nei cda o negli organi di controllo delle aziende beneficiarie del sostegno, né eserciterà i diritti di voto. Sono comunque escluse dall' intervento le società a partecipazione pubblica, comprese le quotate. Gli interventi a mercato inoltre dovranno prevedere il «contemporaneo co-investimento di almeno un altro soggetto», che dovrebbe essere privato in base a quanto si legge nel documento. Invece nell' ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato deciso dalla Ue per far fronte alle ricadute della pandemia sul sistema economico, per il quale Patrimonio Destinato è stato concepito e ideato, il veicolo non potrà andare oltre il 20% del capitale. Sulle percentuali e i dettagli, tuttavia, sono ancora in corso discussioni. Il testo dovrà passare non soltanto dal Mef, ma anche allo Sviluppo Economico, nonostante lo stesso ministro Roberto Gualtieri si sia detto fiducioso di un' approvazione in settimana. Il documento del 7 agosto prevede anche che Patrimonio Rilancio possa effettuare investimenti diretti in imprese considerate strategiche o di rilevante interesse nazionale a patto che, se quotate su Piazza Affari, abbiano una capitalizzazione di almeno 250 milioni di euro, un flottante maggiore del 25% e i cui titoli, nei sei mesi precedenti l' intervento, abbiano avuto un volume medio di scambi giornaliero superiore a un milione di euro. In queste società si potrà intervenire con l' acquisto di obbligazioni convertibili, di strumenti derivati o di azioni sul mercato secondario, secondo «indirizzi e direttive» del Tesoro. Lo schema di decreto dà anche indicazioni su quali settori sono catalogati di interesse nazionale per ricevere gli aiuti all' interno del quadro temporaneo. A difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni energia si aggiungono anche ricerca e innovazione, pubblici servizi, il turismo, l' agroalimentare e la distribuzione, la gestione dei beni culturali e artistici. Nel novero, all' articolo 7 sono incluse anche assicurazioni e intermediazione finanziaria. Fuori da questi settori il beneficiario dovrà avere un fatturato netto di almeno 300 milioni e almeno 250 dipendenti. (riproduzione riservata)

ANDREA PIRA