AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Torna alla rassegna
14/06/2018 - Libero
Il nuovo stadio della Roma frana già sulle mazzette

L' inchiesta che fa tremare la giunta M5S: tutte le intercettazioni
Arrestati il costruttore Parnasi, il vicepresidente di Forza Italia del Consiglio regionale, l' ex assessore del Pd e altri sei. L' ipotesi di reato: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Ecco le carte
ROBERTA CATANIA Lo stadio della A. S. Roma doveva essere il "Colosseo grillino", il simbolo della città eterna gestita dai Cinque Stelle, invece si è trasformato in una catacomba che mina pesantemente la giunta pentastellata. «Spenderò qualche soldo per le elezioni c' ho già la lista dei partiti», spiegava ai suoi collaboratori il giovane e rampante costruttore Luca Parnasi, dominus di questa maxi inchiesta per corruzione che ieri ha portato a nove arresti e sette indagati eccellenti. Luca Parnasi è imprenditore del mattone di seconda generazione: figlio di Sandro, morto due anni fa, nel 2012 aveva reso orgoglioso il padre vendendo per 263 milioni il grattacielo dell' Eur, destinato a ospitare la sede della provincia di Roma, e pochi mesi dopo era volato negli Stati Uniti per firmare l' accordo con James Pallotta, presidente della società giallorossa, e far partire il progetto dello stadio della Roma. Classe 1977, ai tempi di Mani Pulite probabilmente Parnasi andava a scuola e, per lui, è come se lo spartiacque del 1992 non ci fosse stato. Il modo di fare affari era rimasto quello di elargire favori, affidare inutili consulenze e trovare posti di lavoro. «Un investimento molto moderato rispetto a quanto facevo», raccontava due anni fa Parnasi a un collaboratore e intercettato dai Carabinieri di Roma, «in passato ho speso cifre che manco te racconto, però la sostanza che la mia forza è quella che alzo il telefono...» e i politici scattano sull' attenti. COLLOQUI CRIPTATI Tutte le «utilità» elencate dal gip ed elargite dall' imprenditore erano destinate a politici e uomini chiave, favori motivati ai suoi collaboratori come «un investimento sul futuro». Perché nonostante la prudenza, «impiego minimo dello strumento telefonico», si legge nel provvedimento del gip, «per discutere di questioni rientranti nel programma criminoso si faceva ricorso a un linguaggio criptico e all' impiego di canali riservati e non intercettabili (ad esempio Whatsapp e Telegram)», Parnasi ieri si è trascinato in carcere i suoi più stretti collaboratori: i dirigenti di Eurnova Luca Caporilli e Simone Contasta, il funzionario Giulio Mangosi, l' avvocato aziendale Nabor Zaffiri e il commercialista Gianluca Talone. Agli arresti domiciliari sono finiti Adriano Palozzi, ex vice presidente del consiglio regionale del Lazio, in quota Forza Italia; Pier Michele Civita, prima dirigente del Partico Comunista e poi del Pd, già assessore all' Ambiente per Nicola Zingaretti; infine Luca Lanzalone, avvocato genovese grillino, portato a Roma dai Cinque Stelle e nominato presidente di Acea. Le custodie sono disposte alla fine delle 288 pagine dell' ordinanza in cui il gip Maria Paola Tomaselli definisce «sistemica» la corruzione che avrebbe messo in atto il gruppo di Parnasi, «oliando» i passaggi e facendo abilmente scivolare via gli intoppi da Comune e Regione. Imputando ai 16 indagati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali, finanziamenti illeciti. Il pesce grosso finito nella rete di Parnasi è Lanzalone, al quale l' imprenditore promette incarichi al suo studio legale per 100mila euro. Non solo, quando su Dagospia esce un articolo a lui sgradito, il costruttore intercede attraverso Luigi Bisignani affinché l' indiscrezione uscita sul Web venga ridimensionata. LA DIFESA DI SALVINI Nel mare di dichiarazioni di sdegno e condanna, l' unica voce controcorrente è quella del ministro dell' Interno, Matteo Salvini, che ieri ha difeso Parnasi: «Dico qualcosa controcorrente, chi stava lavorando alla costruzione dello stadio della Roma lo conosco personalmente come una persona perbene. Ora è nelle patrie galere, non si conosce mai una persona fino in fondo, spero possa dimostrare la sua innocenza». E attacca la «burocrazia in Italia», che secondo Salvini «aiuta chi vuole fregare il prossimo. Un paese più semplice probabilmente è meno corrotto. In un Paese dove ci metti di meno a ottenere i tuoi diritti è più difficile corrompere». Una difesa gratuita, quella del capo del Viminale, visto che «dalla Lega non abbiamo ancora ottenuto nulla», diceva Parnasi, nonostante fosse stato un finanziatore della Lega. Tra il 2015 e il 2016 aveva versato attraverso la Pentapigna srl 250mila euro come contributo volontario all' Associazione Più Voci, la onlus che i commercialisti di Salvini avevano creato come cassaforte per ricevere i contributi delle aziende. Niente di illecito, nessuna segnalazione della procura in questa presunta mega corruzione trasversale. POLITICA NEL MIRINO L' indagine culminata con i nove arresti di ieri nasce da una prosecuzione di quella sulla corruzione di Raffaele Marra, ex collaboratore della sindaca di Roma Virginia Raggi, non coinvolta da quel procedimento come da questo. Da quella indagine, che aveva portato in carcere l' imprenditore Sergio Scarpellini, gli inquirenti sono partiti con intercettazioni e verifiche capillari sulla procedura per il progetto dello stadio presentato dal gruppo Parnasi. Già Scarpellini, nonostante gli 80 anni e le precarie condizioni di salute, era stato tenuto in cella per più di un mese nella speranza che facesse i nomi dei politici ai quali si sospettava avesse elargito qualche "favore". I pm non erano riusciti a cavare un ragno dal buco e avevano spostato l' attenzione verso un nuovo filone, questo, che se non dovesse portare a rapidi e ulteriori sviluppi, coinvolgendo altri e più alti livelli della politica, c' è da scommettere che l' attenzione degli inquirenti romani potrebbe spostarsi ad altri appalti milionari della Capitale. riproduzione riservata Il sindaco Virginia Raggi nel suo studio con l' avvocato Luca Lanzalone Il rendering del nuovo stadio a Tor Di Valle Luca Parnasi Il sindaco Virginia Raggi nel suo studio con l' avvocato Luca Lanzalone Il rendering del nuovo stadio a Tor Di Valle Luca Parnasi Il sindaco Virginia Raggi nel suo studio con l' avvocato Luca Lanzalone Il rendering del nuovo stadio a Tor Di Valle Luca Parnasi.