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in collaborazione con P. Review

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12/10/2018 - MF
Fs, Battisti frena ancora sull' ingresso in Alitalia

Nonostante il pressing del governo e del vicepremier Di Maio, il nuovo ad di Ferrovie prende tempo sull' eventuale deal
Le priorità restano le stesse: lo sviluppo del sistema ferroviario, l' ammodernamento della flotta e il potenziamento del trasporto locale. Per tutto il resto c' è tempo. Parole e musica di Gianfranco Battisti, il neo amministratore delegato di Fs, manager di lungo corso del gruppo statale visto che il suo primo incarico (responsabile marketing e yield management del Prodotto Notte) risale al 1998. Ma al dirigente tocca sempre più spesso fare da pompiere, quando si parla del dossier Alitalia, e intervenire per prendere le distanze dalle parole del governo e in particolare di quelle del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio (affiancato dal collega Danilo Toninelli, titolare delle Infrastrutture). Perché ancora una volta Di Maio ha prospettato in tempi rapidi («entro fine mese si può chiudere») l' integrazione tra la società di trasporto ferroviario - che lo scorso anno ha completato l' incorporazione di Anas, operazione che i 5Stelle vorrebbero smontare in toto - e la compagnia aerea di bandiera in crisi da decenni e senza ancora una soluzione definitiva sul fronte dell' assetto azionario. «Stiamo valutando in maniera attenta il tipo di coinvolgimento che ci viene richiesto. Siamo favorevoli a uno sviluppo di sistema», ha ribadito ancora una volta Battisti, senza confermare affatto l' ingresso nel capitale: si era parlato di una iniezione di capitali per 200 milioni. Al punto che un possibile ingresso delle Ferrovie nel capitale di Alitalia «non è ancora stato prospettato», ha sottolineato l' ad di Fs. Che poi ha aggiunto: «Non mi risulta» che ci sia pronta la lettera d' intenti per definire il matrimonio. Insomma, sempre una partita di poker quella in corso tra gli esponenti grillini del governo-Conte e il manager ferroviario. Ma non si sa chi, oggi, possa avere in mano l' asso e chi, invece, stia cercando di vincere la partita senza avere il jolly. Ovviamente, se si guarda ai pesi in campo, Di Maio e Toninelli sono gli azionisti e i datori di lavoro di fatto di Battisti e quindi potrebbero avere ragione. Peccato che il dirigente debba portare avanti un disegno strategico dalla forte connotazione industriale e poco speculativa. Per questo l' ad di Fs ha poi aggiunto: «In questo momento la nostra grande priorità e lo sviluppo del sistema ferroviario» e per ora «non abbiamo operazioni finanziarie in campo». (riproduzione riservata)

ANDREA MONTANARI